LA DISCUSSIONE PARLAMENTARE SUL TESTAMENTO BIOLOGICO

Relazione di Giancarlo Fornari, Presidente di LiberaUscita, agli Incontri della UAAR - 8 ottobre 2009, Roma

Parto, in questa esposizione, dalla mia esperienza come Presidente di Libera Uscita, nata nel 2000 per sollecitare la depenalizzazione dell’eutanasia. Due anni dopo abbiamo aggiunto a questo obiettivo anche il riconoscimento legale del testamento biologico, elaborando un modello di testamento messo a disposizione dei nostri iscritti e predisponendo un progetto di legge che tramite parlamentari amici siamo riusciti a presentare nelle ultime tre legislature: quella del 2001-2006, quella iniziata nel 2006 con il governo Prodi, infine l’ultima iniziata nel 2008 con il governo Berlusconi.
Quando parliamo di testamento biologico - ovvero di “Direttive anticipate di fine vita” o di Dat, “Disposizioni anticipate di trattamento”, come l’hanno ribattezzato i senatori della maggioranza - intendiamo, in pratica, un documento nel quale, nella malaugurata ipotesi in cui dovessimo trovarci un giorno in uno stato di incapacità di intendere e di volere irreversibile per un qualunque evento traumatico o morboso, stabiliamo sin da ora quali trattamenti medici potranno esserci praticati e quali no.
In allegato a questo mio intervento chi vuole può trovare lo schema elaborato dalla nostra Associazione, non molto diverso nella sostanza da altri modelli che si possono trovare in giro. Il nostro semmai si distingue per una maggiore completezza, nel senso che prevede la possibilità di lasciare disposizioni anche in ordine ad altre evenienze connesse alla fine della vita come l’assistenza religiosa, le forme del funerale, l’eventuale cremazione con dispersione delle ceneri, la donazione di organi. Infine il registro comunale istituito per le evenienze di fine vita potrebbe essere utilizzato per la stessa vita, ad esempio per le dichiarazione di convivenza civile. Per tale motivo LiberaUscita preferisce denominarlo “registro delle biocard”, anziché dei “biotestamenti”.

Qui mi limito a proporne alcuni passi.

MODELLO DI TESTAMENTO BIOLOGICO DI LIBERA USCITA
Nel pieno possesso delle mie facoltà mentali, e allo scopo di salvaguardare la dignità della mia persona, intendo con la presente esercitare in forma anticipata … il diritto di autodeterminazione delle cure sanitarie sancito dall’art. 32 dalla Costituzione (“Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge”) (…)

Qualora io divenga incapace di intendere e di volere in modo permanente e fossi affetto da una malattia allo stadio terminale, o da una malattia o lesione cerebrale invalidante e irreversibile:
1 - non voglio essere sottoposto ad alcun intervento chirurgico o trattamento terapeutico se il loro risultato fosse, a giudizio di due medici dei quali uno specialista nominato da me o dal mio fiduciario: prolungamento del mio morire; mantenimento di uno stato d’incoscienza permanente; mantenimento di uno stato di demenza avanzata;
2 - egualmente in tali casi non voglio essere sottoposto ad interventi comunemente definiti “di sostegno vitale” quali, ad esempio, l’alimentazione, l’idratazione e la ventilazione artificiale, interventi che se già iniziati debbono essere interrotti.

Ai fini della attuazione delle volontà espresse nel presente documento nomino mio rappresentante fiduciario il sig/la sig.ra:………………………………. il quale accetta la nomina e si impegna a garantire le volontà sopra espresse.

Queste mie volontà, vincolanti per i medici finché non saranno da me annullate o modificate con successiva dichiarazione anche verbale, sono depositate in originale presso….………………………….. e in copia presso l’Associazione Libera Uscita.

Vi sono in questo documento alcuni punti da evidenziare:
1. Si tratta di una dichiarazione di volontà vincolante che i medici sono tenuti a rispettare;
2. vengono esclusi tassativamente tutti gli interventi che si risolvono solo in un inutile prolungamento dello stato di malattia irreversibile;
3. tra gli interventi rifiutati ci sono anche quelli cosiddetti di sostegno vitale, riguardanti l’idratazione e l’alimentazione forzata;
4. è prevista la nomina di una persona di fiducia (chiamata, appunto,“il fiduciario”), impegnata a garantire le volontà espresse nel documento in caso di incapacità del testatore.
………………………………………………………………. la relazione continua………
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