In Spagna anche i vescovi sono più avanti che da noi. Ma il cardinal Bagnasco non lo sa…
Mercoledì 23 Luglio 2008Nuovi servizi di cittadinanza per nuovi diritti civili
In occasione del Convegno tenuto a Roma, presso la sede di LiberaUscita, sul tema “Nuovi servizi di cittadinanza per nuovi diritti civili”, Mina Welby ha presentato il testo della delibera consiliare da Lei proposta, quale delegata ai diritti civili del X Municipio, per l’istituzione del “registro delle dichiarazioni anticipate di trattamenti sanitari” (testamenti biologici). Una proposta analoga è stata sostenuta all’XI Municipio da Andrea Beccari, assessore alle politiche sociali. Ambedue le proposte sono in corso di esame.
Si allega ora il testo presentato da Mina Welby
Lo si chiami come si vuole, ma quello della Chiesa cattolica di fronte al testamento biologico è vero e proprio relativismo etico. E dei peggiori, perché le Conferenze episcopali a questo proposito in Italia parlano in un modo, in Spagna nel modo diametralmente opposto. Da noi il cardinale Bagnasco si scaglia contro qualunque ipotesi di riconoscimento di diritti di fine vita, in Spagna la Conferenza dei Vescovi non solo non si dichiara contraria ma addirittura elabora un proprio modello di testamento biologico in cui si spinge ad affermare che “la vita in questo mondo è un dono e una benedizione di Dio, però non è il valore supremo assoluto”. E in un documento sulla difesa della vita si schiera ovviamente contro l’eutanasia arrivando però a riconoscere al malato terminale il diritto a “decidere su se stesso”.