<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<!-- generator="wordpress/2.3.1" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>Libera Uscita</title>
	<link>http://www.liberauscita.it/online</link>
	<description>Associazione per la depenalizzazione dell'eutanasia</description>
	<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 16:57:47 +0000</pubDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.3.1</generator>
	<language>en</language>
			<item>
		<title>QUANDO CESARE VUOLE GIUDICARE DIO</title>
		<link>http://www.liberauscita.it/online/?p=344</link>
		<comments>http://www.liberauscita.it/online/?p=344#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 06:23:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampietro Sestini</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.liberauscita.it/online/?p=344</guid>
		<description><![CDATA[DI AGOSTINO PARAVICINI BAGLIANI -da: “la Repubblica” di domenica 4 luglio 2010
I rapporti tra la Chiesa e la giustizia, che accompagnano la storia del cristianesimo fin dalla sua affermazione storica sotto l&#8217;imperatore Costantino († 337), hanno conosciuto da sempre oscillazioni e situazioni conflittuali. Pur considerando il cristianesimo religione di stato, Costantino ordinò che le cause [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>DI AGOSTINO PARAVICINI BAGLIANI -da: “la Repubblica” di domenica 4 luglio 2010</em><br />
I rapporti tra la Chiesa e la giustizia, che accompagnano la storia del cristianesimo fin dalla sua affermazione storica sotto l&#8217;imperatore Costantino († 337), hanno conosciuto da sempre oscillazioni e situazioni conflittuali. Pur considerando il cristianesimo religione di stato, Costantino ordinò che le cause dottrinali dei donatisti fossero portate davanti al giudice imperiale. L&#8217;imperatore Giustiniano intervenne in modo ancor più incisivo nella vita interna della Chiesa, garantendo sì protezione ma anche il rispetto di sanzioni in caso di violazione della legge. Il suo Codice (533) regolava in modo dettagliato i problemi disciplinari anche di preti e diaconi. L&#8217;imperatore permise persino a ciascuno di denunciare all&#8217;imperatore contravvenzioni alla legge.<br />
Costantino aveva però anche concesso ai vescovi di poter giudicare le cause civili riguardanti i semplici chierici, e così si comporteranno i concili fin dal Quarto secolo. Il Concilio di Ippona (393), di cui Agostino era il vescovo, minacciò di deporre il chierico che avesse sottomesso una causa, civile o criminale, al giudice secolare. Nacque dunque già nel Quarto secolo quello che i giuristi del Medioevo e dell&#8217;età moderna chiameranno il «privilegio del foro».<br />
Anche Carlomagno legiferò con i suoi numerosi &#8220;capitolari&#8221; sulla disciplina del clero, pur concedendo ai vescovi ampi spazi giurisdizionali.<br />
La situazione cambiò radicalmente nell&#8217;Undicesimo secolo, in seguito alla volontà del papato romano di liberarsi dalla tutela dei grandi signori laici. Uno dei punti fermi della lotta contro le investiture fu proprio la &#8220;libertà della Chiesa&#8221; anche in termini giurisdizionali. Papi come Alessandro III (1159-1181) e Innocenzo III (1198-1216) estesero alle autorità ecclesiastiche tutte le cause civili e criminali riguardanti il clero, lasciando alle autorità civili il diritto di giudicare le cause di natura feudale. Nacquero così nuovi gravi conflitti con i poteri laici che tentarono sovente di opporsi, giungendo in molte regioni dell&#8217;Europa medievale a una sorta di compromesso.<br />
Si distinse infatti tra la deposizione e la degradazione dei chierici colpevoli dei più gravi delitti. La deposizione, che non comportava la perdita dei privilegi, fu riservata alla giustizia ecclesiastica. Con la deposizione si sanzionavano crimini come la lussuria. La degradazione, ancora più severa, veniva invece decisa anche da giudici laici. Il rituale prevedeva che con un coltello o un vetro si raschiasse la pelle delle dita del chierico (che servono a consacrare l&#8217;Eucarestia) e si scalfisse con delle forbici la tonsura (simbolo della sua dignità).<br />
L&#8217;esecuzione della sanzione finale (generalmente il rogo) spettava all&#8217;autorità civile.<br />
Come ebbe ad affermare Gregorio VII (1075-1084), «il papa non poteva essere giudicato da nessuno» (Dictatus pape). Soltanto in caso di eresia, poteva però essere deposto da un concilio. Ed è proprio per farlo deporre da un concilio che Guglielmo di Nogaret, in compagnia di Sciarra Colonna, catturò ad Anagni (settembre 1303) papa Bonifacio VIII (1294-1303) cui aveva rivolto fin dal 1302 gravissime accuse, come quella di adorare gli idoli, di essersi dato a pratiche magiche e quant&#8217;altro. Accuse storicamente insostenibili ma che avrebbero permesso al re di Francia di trasformare il concilio parigino in un vero e proprio tribunale.<br />
L&#8217;affermarsi del diritto canonico medievale, e poi il Concilio di Trento, confermarono l&#8217;eccezionalità delle prerogative giurisdizionali ecclesiastiche, dovendo però sempre fare i conti con forti resistenze e tradizioni locali. Del resto, anche il Codice di diritto canonico del 1917 prevedeva la possibilità di deroghe locali che tra Otto e Novecento furono sovente oggetto di negoziati concordatari.</p>
<blockquote><p>Commento. Abbiamo riportato questo interessante articolo-saggio di Agostino Paravicini Bagliani (Scriptor della Biblioteca Apostolica Vaticana dal 1969 al 1981, professore ordinario di Storia medievale all’Università di Losanna dal 1981, Direttore della «Rivista di storia della Chiesa in Italia»dal 2003) perché ripercorre nei secoli la questione della giurisdizione separata fra Stato e Chiesa. A parte il periodo dello Stato Pontificio, in cui la giurisdizione fu unificata sotto il Papa-Re (Giordano Bruno docet), sinora la Chiesa ha di fatto evitato che lo Stato giudicasse i reati commessi da religiosi. Per questo le recenti vicende dei preti pedofili, le perquisizioni avvenute in Belgio e la pronuncia della corte di appello federale degli Stati Uniti che ha dato il via libera ad un processo contro il Vaticano per presunti casi di abusi sessuali, rappresentano molto di più di un semplice fatto di cronaca in quanto potrebbero costituire l’inizio di un nuovo corso in cui i reati, da chiunque e ovunque siano commessi, sono giudicati dallo Stato. E non solo i reati di pedofilia. Sotto questo punto di vista, il titolo dell’articolo non dovrebbe essere “Cesare che vuole giudicare Dio”, bensì “la Chiesa che vuole sottrarsi alle leggi dello Stato”.  (gps)
</p></blockquote>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.liberauscita.it/online/?feed=rss2&amp;p=344</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Problematiche di fine vita - (Institut National d&#8217;Assurance Maladie-Istituto oncologico Bordet, Università libre de Bruxelles</title>
		<link>http://www.liberauscita.it/online/?p=343</link>
		<comments>http://www.liberauscita.it/online/?p=343#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 17:02:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampietro Sestini</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.liberauscita.it/online/?p=343</guid>
		<description><![CDATA[FORUM END OF LIFE (EOL) 
Breve relazione della prima sessione del ciclo di incontri di formazione per medici Leif-EOL (problematiche di fine vita), accreditato per la formazione continua dall’INAMI (Institut National d&#8217;Assurance Maladie-Invalidité).
Luogo: Istituto oncologico Bordet, Università libre de Bruxelles
Data: 19 giugno 2010, ore 9 -13
Organizzatori: Istituto Bordet, associazione ADMD-Belgio
Partecipanti: 80/100 medici belgi, prevalentemente generalisti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>FORUM END OF LIFE (EOL) </p>
<p>Breve relazione della prima sessione del ciclo di incontri di formazione per medici Leif-EOL (problematiche di fine vita), accreditato per la formazione continua dall’INAMI (Institut National d&#8217;Assurance Maladie-Invalidité).</p>
<p>Luogo: Istituto oncologico Bordet, Università libre de Bruxelles</p>
<p>Data: 19 giugno 2010, ore 9 -13</p>
<p>Organizzatori: Istituto Bordet, associazione ADMD-Belgio</p>
<p>Partecipanti: 80/100 medici belgi, prevalentemente generalisti, qualche specialista (psichiatra)</p>
<p>Scopo: formare medici competenti per l’applicazione della legge sull’eutanasia, sul modello Leif-artsen olandese e fiammingo (2° Forum). </p>
<p>Relazioni</p>
<p>Dr. Lossignol, oncologo, socio ADMD. Ha trattato due argomenti:</p>
<p>a) cos’è l’eutanasia: un atto medico che consiste nella interruzione volontaria della vita ad opera di un medico alla richiesta espressa dal paziente stesso. Va considerata come un processo progressivo e non come un atto isolato. E’ solo cosi che paziente e medico possono avvicinare in modo equilibrato e sereno i gesti che porteranno all’interruzione della vita. Un processo simile si svolge nelle persone vicine. Tutti questi processi si riallacciano in definitiva a certe posizioni nella società, che facilitano o meno l’eutanasia.</p>
<p>b) cosa non è una eutanasia:  </p>
<p>- assicurare comunque una morte degna</p>
<p>- controllare il dolore</p>
<p>- prevenire una morte “inconfortevole” (dispnea, emorragia, deterioramento neurologico)</p>
<p>Avv. Herremans, presidente ADMD: storia e attualità delle tre leggi del 2002 (diritti del paziente, cure palliative, eutanasia) e del codice deontologico medico. Ha ricordato che il codice di deontologia medica belga recitava nel 1975 ma ancora nel 1992 che “ il medico non può deliberatamente provocare la morte”. Nell’annus mirabilis (2002), il Parlamento approvò tre leggi: </p>
<p>1). Legge del 28 maggio sull’eutanasia. </p>
<p>In sostanza, il medico che pratica una eutanasia non commette un atto penalmente rilevante se:</p>
<p>- il paziente è maggiorenne o minore emancipato, capace e cosciente al momento della richiesta;</p>
<p>- la domanda è volontaria, pesata e  ripetuta, non risulta da una pressione esterna;  </p>
<p>- la sofferenza non è sedabile;</p>
<p>- la malattia è incurabile e grave (cioè senza speranza; il vocabolo “terminale” non compare mai) formalmente:</p>
<p>- il medico deve informare il malato del proprio stato di salute e della speranza di vita e contemplare le possibilità del termine della vita: cure palliative, possibilità terapeutiche residue oppure arrivare, insieme al paziente, alla convinzione che non vi è nessuna altra soluzione ragionevole e che la domanda di eutanasia del paziente è interamente volontaria;</p>
<p> - la domanda deve essere scritta ed attuale (cioè non una dichiarazione anticipata, che è efficace, ma si applica in particolari condizioni, dopo che il malato sia versato in stato di incoscienza), qualora il paziente cosciente non sia in grado di scrivere, la domanda può essere scritta da terza persona maggiorenne senza interesse alla morte, alla presenza del medico;</p>
<p>- se la morte è prevista a breve termine, il medico deve consultare un collega indipendente per verificare la natura grave e incurabile della malattia e il carattere costante e insopportabile della sofferenza; se la morte non è prevista a breve termine, in pratica oltre l’anno, il medico deve anche consultare uno psichiatra o uno specialista della malattia e aspettare un mese.</p>
<p>(Nel 2006, il codice di deontologia medica modificò gli art.95 e 96 e prese atto della trasformazione del quadro giuridico).</p>
<p>2). Legge del 14 giugno sulle cure palliative, che precisa il loro carattere pluridisciplinare e loro scopo di migliorare la qualità di vita e di ridare l’autonomia ai pazienti;</p>
<p>3) Legge del 22 agosto sui diritti dei pazienti, che prevede:</p>
<p>- il rispetto della volontà del paziente;</p>
<p>- la possibilità di rifiutare un trattamento, anche palliativo;</p>
<p>- la possibilità di nominare un fiduciario con precisi  poteri;</p>
<p>- il valore legale delle dichiarazioni anticipate;</p>
<p>Prof. Englert, relatore Commissione federale di controllo eutanasia, ha trattato la  composizione e i compiti della commissione ed i suoi risultati.</p>
<p>- La commissione conta 8 medici, 4 giuristi, 4 personalità dell’associazionismo del fine vita;</p>
<p>- La Commissione verifica, sulla base delle dichiarazioni scritte compilate dai medici che hanno praticato l’eutanasia., che le procedure legali siano state rispettate; </p>
<p>- Può decidere, a maggioranza semplice, di richiedere ulteriori informazioni al medico che ha compilato la dichiarazione;</p>
<p>- Può decidere, a maggioranza del 75%, di trasmettere la dichiarazione alla procura.</p>
<p>- Ogni due anni elabora un rapporto conclusivo sulla situazione, i cui ultimi dati salienti sono:</p>
<p>- più di 3000 eutanasie legali dal 22 settembre 2002 al 31 dicembre 2009; </p>
<p>- 17 eutanasie al mese nel 2003; 64 al mese nel 2009, con un aumento costante del 20% circa all’anno;</p>
<p>- distribuzione delle domande: 97% da malati coscienti, 3% da dichiarazioni anticipate di malati passati in stato di incoscienza irreversibile;</p>
<p>- distribuzione dei casi: 79% casi di tumori generalizzati o gravemente invalidanti in pazienti che avevano subito molteplici terapie o cure palliative e la cui morte era attesa a breve (giorni o settimane), 7% casi di malattie neuromuscolari progressive mortali o di sequele di accidenti o traumi cerebrali, 8-12% casi di patologie con grandi sofferenze senza che il decesso fosse atteso a breve termine, 2% di polipatologie.</p>
<p>- distribuzione dell’età: meno di 20 anni: 0%, da 20 a 39 anni: 2%, da  40 a 59 anni:21%, da  60 a 79 anni: 52%, sopra 80 anni: 25%;</p>
<p>- Luogo: 52% al domicilio del malato, in genere ad opera del medico generalista (il 44% dei casi), 8% in RSA (casa protetta), 40% in ospedale.</p>
<p>- Numero di dichiarazioni trasmesse alla procura: 0</p>
<p>E’ seguita poi una discussione animata su casi concreti di consenso informato e di applicazione delle norme legali della legge sull’eutanasia.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.liberauscita.it/online/?feed=rss2&amp;p=343</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Nuovi incarichi societari</title>
		<link>http://www.liberauscita.it/online/?p=342</link>
		<comments>http://www.liberauscita.it/online/?p=342#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 16:49:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampietro Sestini</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[In primo piano]]></category>

		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.liberauscita.it/online/?p=342</guid>
		<description><![CDATA[Il Comitato Direttivo di LiberaUscita ha accolto unanime la proposta congiunta della presidente Maria Laura Cattinari, della vice-Presidente Meri Negrelli, del sottoscritto Segretario e del Tesoriere Luigi De Gasperi di nominare membri del ns. Comitato Scientifico  il  il prof. Gennaro Mariconda e il prof. Augusto Carli.
Gli altri membri del Comitato sono:  prof.ssa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Comitato Direttivo di LiberaUscita ha accolto unanime la proposta congiunta della presidente Maria Laura Cattinari, della vice-Presidente Meri Negrelli, del sottoscritto Segretario e del Tesoriere Luigi De Gasperi di nominare membri del ns. Comitato Scientifico  il  il prof. Gennaro Mariconda e il prof. Augusto Carli.<br />
Gli altri membri del Comitato sono:  prof.ssa Rossana Cecchi, prof.ssa Alessandra Sannella, prof.ssa Bianca Bacchielli, dr. Enrico Bertrand.<br />
e di affidarne la Presidenza al prof. Gennaro Mariconda.<br />
A nome di tutti i soci si ringraziano  per aver accettato l&#8217;incarico: il loro nome rappresenta motivo di soddisfazione e di orgoglio per la nostra Associazione.</p>
<p>Giampietro Sestini<br />
Segretario</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.liberauscita.it/online/?feed=rss2&amp;p=342</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>FALSITA’ E SCOPI RECONDITI DELLA COMUNICAZIONE</title>
		<link>http://www.liberauscita.it/online/?p=341</link>
		<comments>http://www.liberauscita.it/online/?p=341#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 Jun 2010 11:05:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampietro Sestini</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.liberauscita.it/online/?p=341</guid>
		<description><![CDATA[ELUANA, EUTANASIA, TESTAMENTO BIOLOGICO, DIRITTO DI MORIRE CON DIGNITA&#8217;: 
LUOGHI COMUNI, FALSITA’ E SCOPI RECONDITI DELLA COMUNICAZIONE
1. Eutanasia uguale omicidio?
I due termini non solo non sono equiparabili, ma hanno significati contrari.
Eutanasia, secondo l’etimologia della parola ed il vocabolario italiano, significa “buona morte”. E una “buona morte” è quella che ogni persona vorrebbe, almeno per sé [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ELUANA, EUTANASIA, TESTAMENTO BIOLOGICO, DIRITTO DI MORIRE CON DIGNITA&#8217;: </p>
<p>LUOGHI COMUNI, FALSITA’ E SCOPI RECONDITI DELLA COMUNICAZIONE</p>
<p>1. Eutanasia uguale omicidio?</p>
<p>I due termini non solo non sono equiparabili, ma hanno significati contrari.</p>
<p>Eutanasia, secondo l’etimologia della parola ed il vocabolario italiano, significa “buona morte”. E una “buona morte” è quella che ogni persona vorrebbe, almeno per sé stessa. </p>
<p>Omicidio significa invece arrecare la morte ad una persona contro la sua volontà, ossia “cattiva morte”.</p>
<p>Ergo: chi è favorevole all’eutanasia è contrario all’omicidio, e viceversa.</p>
<p>2. Se non si blocca per legge la possibilità di rifiutare l’idratazione e l’alimentazione forzata, tali trattamenti verrebbero sospesi a tutti, anche a coloro che li vorrebbero.</p>
<p>Falso. Se non venisse approvata alcuna legge sulle dichiarazioni anticipate di volontà, continuerebbero ad aver valore le leggi esistenti, a cominciare dall’art. 32 della  Costituzione: “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”. Ogni persona, oggi, ha il diritto di accettare o rifiutare – sulla base di adeguate informazioni - i trattamenti proposti dai sanitari, così come ribadito nelle varie sentenze della Magistratura, a cominciare dalla Corte di Cassazione.</p>
<p>E’ per questo motivo che la Chiesa cattolica, dapprima contraria a regolamentare per legge il testamento biologico, dopo la sentenza della Cassazione su Eluana ha cambiato opinione, ed ora vorrebbe la legge per negare alle persone il diritto di rifiutare l’idratazione e l’alimentazione forzata. </p>
<p>3. La sentenza della Cassazione che ha autorizzato il distacco della spina per Eluana non è legittima perchè la volontà di Eluana non risulta da alcun atto scritto.</p>
<p>Si tratta di una affermazione infondata, in quanto le sentenze sono notoriamente emesse alla fine di una istruttoria basata su una serie di documenti, di fatti e di testimonianze e non solo di atti scritti. Appare inoltre singolare che chi sostiene la necessità di atti scritti sostiene contemporaneamente la loro invalidità qualora contengano il rifiuto dei trattamenti di alimentazione e idratazione forzata.</p>
<p>4. Eluana doveva continuare a vivere sino alla sua morte “naturale”.</p>
<p>A prescindere dal fatto che Eluana è morta “naturalmente” 17 anni fa e da allora è stata tenuta “innaturalmente” in vita tramite macchinari che non esistevano né al tempo di Gesù né per i duemila anni successivi, chi decide cosa si intende per morte “naturale”? La legge? La filosofia? La scienza? I medici? I magistrati? I parenti? La Chiesa? E quale Chiesa: quella cattolica o quella in cui si crede? O spetta invece alla singola persona, in base alla propria concezione della vita, della morte e della dignità, decidere a che punto la sua vita non è più “naturale” e diventa invece una tortura? .  </p>
<p>5. L’alimentazione e l’idratazione artificiale non sono trattamenti “sanitari”, bensì “di sostegno”, come quelli dei neonati. </p>
<p>Soltanto chi non sa cos’è e come si pratica l’idratazione e l’alimentazione artificiale può dire una simile corbelleria, smentita in modo categorico da chi (le associazioni di medici e infermieri), quotidianamente le mette in atto attraverso interventi chirurgici e macchinari. </p>
<p>A parte l’enorme diversità fra l’alimentazione forzata e l’allattamento, resta un fatto: il bambino appena nato vuole essere alimentato, e piange se non lo è, mentre Eluana non voleva, e non poteva neppure piangere..</p>
<p>6. Nessuno sa cosa veramente voleva Eluana, per cui non potevamo sospendere l’alimentazione e l’idratazione forzata. </p>
<p>Purtroppo, Eluana non voleva nulla perché da quando era entrata nello stato vegetativo permanente non era più in grado di  volere. Appunto per evitare questa situazione aveva espresso a suo tempo, quando ancora era capace di intendere, di fronte al suo amico in coma permanente, la sua volontà di non essere sottoposta alla stessa tortura. E suo padre, che conosceva la sua volontà, anche se espressa verbalmente, ha lottato per 17 anni per amore di sua figlia, e non per “ucciderla”.</p>
<p>7. La vita è indisponibile.</p>
<p>Alla domanda: perché la vita è indisponibile? la risposta alla fine è: perchè è un dono di Dio. </p>
<p>A parte che, una volta donato, il dono diviene di proprietà di colui che l’ha ricevuto che pertanto ha il diritto di disporne, a quale Dio ci si riferisce? </p>
<p>A quello dei cattolici o di altri credenti?  </p>
<p>E se anche ci si riferisse al Dio dei cattolici, quando si è mai espresso sui casi di stato vegetativo persistente? </p>
<p>E se anche si facesse riferimento al suo rappresentante in terra, il Papa, non è detto che sia infallibile, anzi la storia ha dimostrato il contrario. </p>
<p>E se anche fosse infallibile, per chi valgono le sue opinioni? Non certamente per i non credenti, ma neanche per la maggioranza dei credenti, a giudicare dai sondaggi condotti sul tema del testamento biologico e dal numero di coloro che usano i contraccettivi, che non vanno in chiesa, che non si confessano, che nominano il nome di dio invano, che rubano, che desiderano la donna d’altri, che divorziano, che abortiscono, e così via.   </p>
<p>La verità è che la Chiesa cattolica ritiene  l’indisponibilità della vita un principio che debba “venire prima” delle leggi dello Stato, non soltanto per i cattolici ma per tutti, cattolici, mussulmani, buddisti, atei, agnostici, razionalisti, ecc. ecc. </p>
<p>A ciò aggiungasi che sulla base del principio “la vita è indisponibile” non si potranno più rifiutare gli interventi necessari – secondo i sanitari – per evitare il rischio di morte, quali, ad esempio, trasfusioni di sangue, amputazioni, ecc., e ciò non soltanto da parte di coloro che hanno dichiarato anticipatamente la loro volontà ma anche dalle persone capaci di intendere e di volere.</p>
<p>Tutto ciò premesso, resta comunque il fatto che il principio della “indisponibilità” della vita contrasta con gli art. 2, 3 e 32 della Costituzione Italiana, che tutelano il diritto alla “inviolabilità” dell’uomo, al “rispetto della persona” e al “rifiuto dei trattamenti sanitari”,   nonché con il codice penale, che non considera reato il tentativo di suicidio. </p>
<p>8. Interrompendo l’alimentazione e l’idratazione artificiale, si soffre la fame e la sete. </p>
<p>In proposito, riportiamo le dichiarazioni di noti neurologi e medici: “Dal punto di vista neurologico è un controsenso, poiché le parti del cervello che sono necessarie per creare la sensazione di fame e di sete non funzionano più. E’ invece dimostrato che la particolare modalità di nutrizione artificiale, il sondino nasogastrico, provoca sofferenza anche se solo a livello sottocorticale».</p>
<p>Tale affermazioni sono state confermate da una relazione di più di 100 pagine redatta dai medici che hanno condotto l’autopsia su Eluana dopo la sua morte clinica: “L’autopsia sul cervello della ragazza, ha confermato la diagnosi di irreversibilità totale del suo stato vegetativo e l’assoluta mancanza di coscienza [&#8230;] Eluana non ha sofferto”. </p>
<p>9. I medici “obiettori di coscienza” possono rifiutarsi di staccare il sondino.</p>
<p>E i medici che non condividono l’idratazione e l’alimentazione forzate, possono rifiutarsi di attaccare il sondino per “obiezione di coscienza”? E i farmacisti che non condividono la contraccezione, possono rifiutarsi di vendere i profilattici (oltre che la pillola del giorno dopo) “per obiezione di coscienza”? E un tassinaro cattolico può rifiutarsi di prendere a bordo un cliente mussulmano “per obiezione di coscienza”? </p>
<p>Quando l’obiezione di coscienza individuale entra in conflitto con il diritto di altre persone tutelato dalla legge, deve essere prevista e regolamentata dalla legge stessa, come avviene – ad esempio – per il servizio militare, ove peraltro il rifiuto di maneggiare armi non confligge con i diritti degli altri e semmai li sostiene.</p>
<p>In caso contrario, si sconfina con l’anarchia.</p>
<p>10. I testamenti biologici debbono essere redatti di fronte ad un medico e debbono essere rinnovati ogni cinque anni. </p>
<p>Tale procedura, che scarica sui medici (quali?) adempimenti non sanitari, che non realizza lo scopo di una registrazione telematica e organica completa delle volontà di tutti i cittadini, che non assicura la consultazione in tempo reale delle dichiarazioni anticipate e che è foriera di inutili perdite di tempo, non realizza l’obiettivo di raggiungere la massa dei cittadini. </p>
<p>Per venire incontro alla gente comune, che chiede a larga maggioranza di poter avvalersi del testamento biologico, la strada migliore è quella dell’istituzione di registri comunali, gratuiti, vicini ai cittadini, in grado di raccogliere e autenticare non solo le volontà di fine vita ma possibilmente anche altre volontà, come la donazione di organi, la cremazione, la dispersione delle ceneri, la cerimonia funebre, ecc. </p>
<p>Dopo l’istituzione del primo registro da parte del X Municipio di Roma (marzo 2009), che ha accolto una idea avanzata da LiberaUscita nel corso di un Convegno indetto nel  novembre 2008 dal Municipio stesso sul tema &#8220;Ai confini della vita. Il testamento biologico come ultima speranza&#8221;, i registri si sono diffusi e si stanno diffondendo su tutto il territorio nazionale. </p>
<p>Ciò costituisce la migliore dimostrazione di cosa vuole la gente. Appunto per interrompere questa volontà di massa, si tenta ora di deviare il percorso e stabilire per legge che il testamento biologico deve essere redatto di fronte al medico (che fine faranno quelli già depositati nei comuni o presso i notai?) e deve essere rinnovato ogni cinque anni. </p>
<p>La parola d’ordine, come sempre, viene dalla Chiesa. Non a caso il vescovo di Vicenza, Cesare Nosiglia, di fronte alla iniziativa dei cittadini di raccogliere le firme per istituire il registro comunale dei testamenti biologici lo ha definito «una moneta fuori corso».  </p>
<p>(Giampietro Sestini)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.liberauscita.it/online/?feed=rss2&amp;p=341</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>IV Assemblea Nazionale di Libera Uscita Roma, 15 Maggio 2010 Documento finale</title>
		<link>http://www.liberauscita.it/online/?p=340</link>
		<comments>http://www.liberauscita.it/online/?p=340#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 18:04:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampietro Sestini</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Documenti]]></category>

		<category><![CDATA[In primo piano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.liberauscita.it/online/?p=340</guid>
		<description><![CDATA[L’Assemblea nazionale di LiberaUscita, riunita a Roma il 15 Maggio 2010, prende atto che in ordine ai suoi fini istituzionali, vale a dire il diritto delle persone a decidere sulla propria vita mediante la legalizzazione del testamento biologico, la depenalizzazione dell’eutanasia e del suicidio medicalmente assistito, si assiste nel Paese ad un vero scollamento tra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’Assemblea nazionale di LiberaUscita, riunita a Roma il 15 Maggio 2010, prende atto che in ordine ai suoi fini istituzionali, vale a dire il diritto delle persone a decidere sulla propria vita mediante la legalizzazione del testamento biologico, la depenalizzazione dell’eutanasia e del suicidio medicalmente assistito, si assiste nel Paese ad un vero scollamento tra la volontà popolare (vedi sondaggio Eurispes del Gennaio 2010) e la volontà della politica..In particolare, si fa riferimento al ddl Calabrò “Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento”, licenziato dal Senato il 26 marzo 2009 ed ai successivi emendamenti approvati dalla Commissione Affari Sociali della Camera.<br />
Tali emendamenti, anche se marginalmente migliorativi del testo in esame, non sono tali da modificarne la sostanziale incostituzionalità: permane infatti vietato l&#8217;esercizio del diritto all&#8217;autodeterminazione sulle cure in quanto le DAT (dichiarazioni anticipate di trattamento) non risultano vincolanti per il personale sanitario. Diritto all&#8217;autodeterminazione che la Corte Costituzionale stessa, nella sua sentenza 438 del dicembre 2008, ha riconosciuto come diritto fondamentale della persona costituzionalmente garantito dagli art. 2, 13, 32.<br />
Inoltre alimentazione ed idratazione artificiali forzate non sono rinunciabili poiché non riconosciute come trattamenti sanitari ma definite impropriamente “sostegni vitali finalizzati a lenire le sofferenze”. Tali forzature sono la logica conseguenza di un principio antidemocratico: quello di dichiarare “indisponibile” il diritto alla vita anche al titolare della vita stessa. Se tale ddl dove essere approvato e diventare così legge dello Stato, esistono gli estremi, a giudizio di LiberaUscita, per un intervento sanzionatorio della Corte Costituzionale e/o per un referendum abrogativo.<br />
Si segnala, come elemento positivo, che non sono mancate rilevanti dissociazioni, sia da parte della stessa maggioranza di Governo che dallo stesso mondo cattolico. Inoltre che l’Ordine dei medici (vedi Convegno della FNOMCEO del Giugno 2009  a Terni) si è espresso in difesa dell’autodeterminazione della persona.<br />
LiberaUscita intende allacciare ed intensificare rapporti di assidua e fattiva collaborazione con le Associazioni che a livello nazionale operano per i suoi stessi fini, come ad esempio le Associazioni ”Luca Coscioni”,.Exit-Italia, “Per Eluana”, “Liberi di decidere”, ma è anche consapevole che la battaglia per il diritto di morire con dignità si vince o si perde a secondo se la laicità delle istituzioni si afferma oppure no.<br />
LiberaUscita ribadisce perciò il suo pieno e totale sostegno a tutte le associazioni e le Consulte che operano nel Paese in difesa della laicità dello Stato ed auspica che si costituisca finalmente un Movimento nazionale apartitico in grado di far sentire la voce della maggioranza dei cittadini nei confronti dei politici e della loro elezione.<br />
In questo quadro, LiberaUscita intende operare affinché tutte le realtà che si dichiarano laiche organizzino un grande meeting nazionale, in grado di rilanciare in termini unitari, chiari e nuovi il principio della laicità delle istituzioni, controbilanciando così il condizionamento esercitato dal potere religioso su ambedue gli schieramenti politici.<br />
Nell’immediato ribadiamo il nostro fattivo impegno per contribuire alla diffusione dei registri comunali dei testamenti biologici, già istituiti in più di cento Comuni italiani sulla scia della nostra iniziativa realizzata dal Municipio X di Roma. Analogo impegno intendiamo portare avanti per la diffusione del fascicolo sanitario elettronico, nuovo e moderno ausilio che dovrà servire anche a registrare le disposizioni delle persone circa la fine della loro vita.   </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.liberauscita.it/online/?feed=rss2&amp;p=340</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Modena, nasce il registro per le volontà di fine vita</title>
		<link>http://www.liberauscita.it/online/?p=339</link>
		<comments>http://www.liberauscita.it/online/?p=339#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 09:38:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampietro Sestini</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.liberauscita.it/online/?p=339</guid>
		<description><![CDATA[Associazione Libera-Uscita a Modena
Comunicato stampa del Comune di Modena. Da lunedì 14 giugno sarà istituito il registro dei testamenti biologici, di cui potranno usufruire tutti i cittadini modenesi.
ecco il comunicato stampa
Da lunedì 14 Giugno il Comune di Modena istituisce il registro per la raccolta delle dichiarazioni anticipate di volontà relative ai trattamenti di natura medica. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Associazione Libera-Uscita a Modena</strong><br />
Comunicato stampa del Comune di Modena. Da lunedì 14 giugno sarà istituito il registro dei testamenti biologici, di cui potranno usufruire tutti i cittadini modenesi.<br />
ecco il comunicato stampa</p>
<blockquote><p>Da lunedì 14 Giugno il Comune di Modena istituisce il registro per la raccolta delle dichiarazioni anticipate di volontà relative ai trattamenti di natura medica. Il provvedimento avviene in esecuzione della delibera di Consiglio comunale numero 22 del 2010. Per dichiarazione anticipata di volontà si intende la dichiarazione con la quale un cittadino esprime la propria volontà ad essere o a non essere sottoposto a trattamenti sanitari in caso di malattia o lesione celebrale irreversibile o invalidante o in caso di malattia che costringa a trattamenti con macchine o sistemi artificiali che impediscano una normale vita di relazione. L&#8217;istanza di iscrizione nel registro potrà essere inoltrata da tutti i cittadini residenti nel Comune di Modena, che potranno recarsi all&#8217;ufficio di Stato civile, in via Santi 40 al piano terra, nella sede centrale dell&#8217;anagrafe. Il modulo si potrà ritirare presso lo stesso ufficio o scaricare da internet (www.comune.modena.it). L&#8217;interessato dovrà nominare uno o più fiduciari, che dovranno controfirmare l&#8217;accettazione della nomina davanti ad un funzionario comunale: il loro compito è far rispettare, al verificarsi delle condizioni, la volontà del dichiarante.<br />
Assieme all&#8217;istanza dovrà essere consegnata la dichiarazione in busta chiusa con la dichiarazioni anticipate di volontà in un numero di copie pari ai fiduciari nominati, più una che rimarrà depositata in Comune. Le buste contenenti la dichiarazione di volontà verranno consegnate, al verificarsi delle condizioni, ai fiduciari nominati dall&#8217;interessato, dietro loro esplicita richiesta. L&#8217;ufficio comunale potrà rilasciare attestazioni di iscrizione nel registro a tutti coloro che sono stati autorizzati dall&#8217;interessato dichiarante all&#8217;atto della presentazione dell&#8217;istanza di iscrizione nel registro, ad esempio il medico curante, i parenti e i conviventi. La dichiarazione anticipata di volontà potrà essere in ogni momento revocata o modificata da parte dell&#8217;interessato. Il Comune invierà un&#8217;informativa periodica biennale agli iscritti nel registro sulle dichiarazioni in corso di validità, anche ai fini di una eventuale richiesta di modifica o cancellazione.</p></blockquote>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.liberauscita.it/online/?feed=rss2&amp;p=339</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Sia fatta la mia volontà</title>
		<link>http://www.liberauscita.it/online/?p=338</link>
		<comments>http://www.liberauscita.it/online/?p=338#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 14:40:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampietro Sestini</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Documenti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.liberauscita.it/online/?p=338</guid>
		<description><![CDATA[Liberi di scegliere sulla propria morte. “Sia fatta la mia volontà”, una docufiction su funerali civili e testamento biologico
di Ilaria Donatio
Cosa c’è di più democratico del corpo che muore? Ben poco: perché se “nel presente muore solo qualcuno, nel passato sono morti proprio tutti”, osserva icastico Ascanio Celestini in Sia fatta la mia volontà, la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Liberi di scegliere sulla propria morte. “Sia fatta la mia volontà”, una docufiction su funerali civili e testamento biologico<br />
di Ilaria Donatio</p>
<p>Cosa c’è di più democratico del corpo che muore? Ben poco: perché se “nel presente muore solo qualcuno, nel passato sono morti proprio tutti”, osserva icastico Ascanio Celestini in Sia fatta la mia volontà, la docufiction prodotta dall’associazione culturale Schegge di cotone e nata da un’idea di Emanuele Di Giacomo e Ottavia Leoni. Un’ora e venti minuti (rigorosamente no budget), diretti e interpretati da Paola Bordi, Elisa Capo e dalla stessa Leoni, per affrontare la questione “ingombrante” e dolorosa di cosa fare del corpo di chi muore. Un viaggio ironico e riflessivo intorno al tema della morte e ai suoi aspetti più pratici che parte dall’organizzazione di funerali laici – una vera corsa ad ostacoli – fino a toccare il tema più ampio del diritto alla libertà di scelta. Che riguarda, come spiegano gli autori, non soltanto la decisione di quale “rito scegliere” per l’estremo saluto, o a “quale destino” affidare il proprio corpo una volta finita la cerimonia, ma che investe anche “le delicate questioni del fine vita”. </p>
<p>La trama: una nonna chiede aiuto alle tre nipoti per pianificare il proprio funerale. La donna non vuole un rito normale (dove “normale”, in Italia, sta per religioso naturalmente) ma un funerale civile. Per soddisfare il desiderio della nonna, le tre donne iniziano prima a raccogliere informazioni in giro per l’Italia: dove si celebra un funerale civile? cosa si fa quando in una città non esiste una “sala del commiato”? c’è una ritualità consolidata per i funerali civili? esistono dei “cerimonieri laici”? </p>
<p>A queste domande, con la fiction che cede il posto al documentario vero e proprio, provano a rispondere esperti, personaggi noti e gente della strada. E le imbarazzanti telefonate a pompe funebri e cimiteri di mezza Italia rivelano non solo l’assoluta ignoranza circa la possibilità di celebrare funerali laici, ma proprio una difficoltà, innanzi tutto culturale, anche solo a concepire un’alternativa al rito religioso. Come a Catania, dove alla domanda se fosse possibile organizzare funerali civili, l’agenzia funebre risponde con un esilarante: “Se c’è una chiesa laica, bene, altrimenti non si può far nulla!”. Oppure a Bari, da dove le tre giovani si sono sentite ribattere: “Certo che è possibile: dipende dalla bara, se la volete di zinco oppure di legno”.</p>
<p>Insomma, nel 2010, organizzare un funerale civile in Italia è una missione (quasi) impossibile, soprattutto al Centro-Sud: nella maggior parte della città non esiste un luogo dignitoso, spesso, si tratta di sale mortuarie minuscole, altre volte, di luoghi di ripiego. E molte persone, quindi, non vedono altra alternativa a quella di recarsi in chiesa.<br />
Certo, lo spazio è necessario ma spesso non è sufficiente. “Bisogna costruire una cultura funeraria che ancora non c’è”, spiega Carlo Giraudo nel documentario, cerimoniere al Tempio di Torino (il crematorio di fine Ottocento che ospita una bellissima sala del commiato), “questo significa” prosegue, “riuscire a tradurre un’esigenza di libertà in atti, riti, parole, silenzio, musica”. Insomma, in una liturgia laica. </p>
<p>Marina Sozzi è direttore scientifico della Fondazione Fabretti di Torino, centro di ricerca e documentazione sulla morte e il morire, nato nel 1999. È anche docente di Tanatologia Storica, alla Facoltà di lettere di Torino e si descrive così: “Mi definiscono una tanatologa - una che studia la morte - e si aspettano che io sia cupa e arcigna. Invece sono ottimista e sorridente. La morte e la vita sono strettamente intrecciate, che ci piaccia o no. Quindi io studio la vita”. La fondazione, spiega, “oltre a fare attività di ricerca, propone progetti di formazione professionale dedicati agli operatori sanitari che lavorano a contatto con il morire, impartisce corsi per gestire lo stress” e da due anni, “offre anche un servizio di supporto al lutto”: tramite la formazione di gruppi di auto-mutuo-aiuto sul lutto e l’apertura di uno sportello di ascolto rivolto a tutti i cittadini che vivono un’esperienza di perdita. Moltissimi dei quali, dice Sozzi, dopo aver celebrato le esequie religiose, scelgono di compiere anche il rito civile al Tempio: “Molti sono credenti e scelgono il doppio rito: perché non si sentono completamente accompagnati dal solo funerale religioso, come accadeva in passato”.</p>
<p>Pochi sanno che a disciplinare lo svolgimento dei funerali è un decreto presidenziale che risale al 1990 e che, tra le altre cose, delega ai comuni la stesura di un regolamento per la disciplina della materia sul proprio territorio. Molti municipi però, oltre a non istituire la sala per le onoranze, non contemplano neppure la possibilità di ricordare il defunto nel caso la funzione non preveda il rito religioso. Risale al 2003, secondo governo Berlusconi, un disegno di legge che intendeva disciplinare le attività in materia funeraria. Non fu mai trasformato in legge e da allora è calato il silenzio. La stessa richiesta, avanzata dall’associazione Uaar nel lontano 2001, di modificare la disciplina, inserendo l’obbligo di normare lo svolgimento dei funerali civili è sempre stata ignorata.</p>
<p>Nel documentario, attraverso i funerali laici, il racconto approda al tema più generale del diritto alla libertà di scelta.<br />
“Essere liberi di scegliere sulla propria morte”, raccontano gli autori, “si traduce anche nel poter decidere su quali trattamenti sanitari rifiutare o accettare; poter esprimere chiaramente la propria volontà, oggi, per quando non si sarà più in grado di esprimerla direttamente; poter stabilire quando i trattamenti sanitari diventano così gravosi da non permettere più una condizione di vita dignitosa”.<br />
A parlare è Ignazio Marino, a capo della Commissione parlamentare d&#8217;inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale: “Il Senato ha approvato una legge contro la liberà di scelta, che impone ai pazienti terapie che non vogliono”. Una legge che anche “i medici hanno giudicato negativamente e che porrà molti problemi di applicazione”, sottolinea. </p>
<p>“Abbiamo bisogno”, dice a un certo punto del filmato Ascanio Celestini, “che anche il morire come il vivere rientri nei parametri di civiltà”. E dopo di lui, chiede la stessa cosa Paolo Ravasin, presidente dell’associazione Luca Coscioni di Treviso, malato di Sclerosi laterale amiotrofica: che la sua “vita sia la migliore possibile oggi ma che “quando la malattia prenderà il sopravvento”, lo lascino andare. “Perché”, conclude Ravasin, “se mi tolgono anche quel poco di libertà che mi è rimasta, quella di poter decidere, non mi resta più nulla”.<br />
“Sul testamento biologico”, commenta Annalisa Chirico, segretaria degli studenti dell’associazione Coscioni, “noi Radicali abbiamo condotto una battaglia solitaria (“dov’era il Pd dei dibattiti e dei convegni mentre noi facevamo tutto questo?”) sull’istituzione del registro dei testamenti biologici, per dare ai cittadini la possibilità di autenticare la propria volontà, senza bisogno di ricorrere al notaio”. L’associazione ha anche messo a punto il così detto “soccorso civile”, un servizio di consulenza e assistenza legale sui testamenti biologici. </p>
<p>Ecco, al centro di questo viaggio c’è, in fondo, il grande tema della laicità dello Stato. E come dice la “nonna” protagonista della storia, che nella vita si chiama Cesara Pagani e fa la volontaria al Tribunale per i diritti del malato di Roma, “è vero che la vita è sacra ma è tale solo quando è realmente partecipata”. Lei, intanto, si è “scaricata” da Internet i moduli per il proprio testamento biologico. Perché, come dice Ascanio Celestini: “Io non sono contrario all’esistenza di Dio, anzi! Se esiste, quando arrivo all’al di là, sarà davvero una bella sorpresa!”.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.liberauscita.it/online/?feed=rss2&amp;p=338</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Milano:  convegno &#8220;OBIEZIONE DI COSCIENZA&#8221;</title>
		<link>http://www.liberauscita.it/online/?p=337</link>
		<comments>http://www.liberauscita.it/online/?p=337#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 14:37:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampietro Sestini</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.liberauscita.it/online/?p=337</guid>
		<description><![CDATA[Come preannunciato il  20 maggio u.s., in data 27 e 28 maggio si è tenuto a Milano il convegno OBIEZIONE DI COSCIENZA: PROSPETTIVE A CONFRONTO. Relatore, fra gli altri, il nostro socio onorario prof. Stefano Rodotà, il quale ha trattato il tema &#8220;Obiezione di coscienza e diritti fondamentali&#8221;. Al termine del convegno si è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come preannunciato il  20 maggio u.s., in data 27 e 28 maggio si è tenuto a Milano il convegno OBIEZIONE DI COSCIENZA: PROSPETTIVE A CONFRONTO. Relatore, fra gli altri, il nostro socio onorario prof. Stefano Rodotà, il quale ha trattato il tema &#8220;Obiezione di coscienza e diritti fondamentali&#8221;. Al termine del convegno si è svolta una tavola rotonda sul tema &#8220;Obiezione di coscienza: i contesti e le sfide aperte&#8221;, alla quale hanno partecipato, fra gli altri, i nostri soci onorari prof. Valerio Pocar e dr. Mario Riccio.</p>
<p><strong>La ns. vice-Presidente Meri Negrelli,</strong> relativa alla regione Toscana ci comunica:<br />
 Cari amici, vi comunico le iniziative in programma per il mese di Luglio per la Toscana.<br />
- Il 2 Luglio a Montemurlo (Prato), alla Festa del Partito Democratico, è previsto un incontro pubblico sul tema<br />
&#8221; TESTAMENTO BIOLOGIOCO,UNA SCELTA OPPORTUNA&#8221;.<br />
Interverranno:<br />
MARIELLA ORSI vice presidente commissione di bioetica regione Toscana<br />
MERI NEGRELLI vicepresidente LiberaUscita<br />
MAURO ROMANELLI consigliere Regionale<br />
- Il 20 luglio a Legri (Calenzano - Firenze) terremo una iniziativa con la partecipazione di Mina Welby, di cui vi darò i dettagli al mio rientro dalle vacanze</p>
<p>A tutti e due gli eventi LiberaUscita sarà presente con gazebo informativi.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.liberauscita.it/online/?feed=rss2&amp;p=337</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>PRATO martedì 15 giugno - incontro sul Testamento Biologico</title>
		<link>http://www.liberauscita.it/online/?p=336</link>
		<comments>http://www.liberauscita.it/online/?p=336#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 04 Jun 2010 08:12:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampietro Sestini</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.liberauscita.it/online/?p=336</guid>
		<description><![CDATA[Un incontro-dibattito sulle tematiche della libertà di scelta sui condizionamenti sul nostro corpo nel fine vita e del testamento biologico
si terrà a PRATO martedì 15 giugno p.v. dalle ore 16 alle 18 presso il cinema Terminale, con la partecipazione di Mina Welby, socio onorario di LiberaUscita nonché componente della Direzione dell&#8217;Associazione Luca Coscioni, e del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un incontro-dibattito sulle tematiche della libertà di scelta sui condizionamenti sul nostro corpo nel fine vita e del testamento biologico<br />
si terrà a PRATO martedì 15 giugno p.v. dalle ore 16 alle 18 presso il cinema Terminale, con la partecipazione di Mina Welby, socio onorario di LiberaUscita nonché componente della Direzione dell&#8217;Associazione Luca Coscioni, e del notaio Luigi Aricò, componente del Comitato Direttivo nazionale di LiberaUscita e con la partecipazione di Giorgio Silli<br />
L&#8217;incontro sarà un momento di riflessione sui temi del testamento biologico e dell&#8217;eutanasia.</p>
<p><em>Cinema Terminale via Carbonaia 31  Prato<br />
Martedì 15 Giugno ore 16.00</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.liberauscita.it/online/?feed=rss2&amp;p=336</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>I verdi in Toscana propongono l&#8217;inserimento delle volontà di fine vita nel Fascicolo Sanitario Elettronico</title>
		<link>http://www.liberauscita.it/online/?p=333</link>
		<comments>http://www.liberauscita.it/online/?p=333#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 31 May 2010 13:37:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampietro Sestini</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Leggi e proposte di Leggi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.liberauscita.it/online/?p=333</guid>
		<description><![CDATA[www.verdi.it   www.verditoscana.it
Care e cari,
su input di varie associazioni ho pensato di far cosa utile presentando
un&#8217;interrogazione al Consiglio Regionale della Toscana sul tema
dell&#8217;inserimento delle volontà di fine vita nel Fascicolo Sanitario
Elettronico
Sono graditi commenti e integrazioni.
Con l&#8217;occasione, per chi avesse il vecchio, comunico il mio nuovo numero di
cellulare
Mauro Romanelli - Consigliere Regionale Verdi/Federazione della Sinistra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>www.verdi.it   www.verditoscana.it</p>
<p>Care e cari,</p>
<p>su input di varie associazioni ho pensato di far cosa utile presentando<br />
un&#8217;interrogazione al Consiglio Regionale della Toscana sul tema<br />
dell&#8217;inserimento delle volontà di fine vita nel Fascicolo Sanitario<br />
Elettronico</p>
<p>Sono graditi commenti e integrazioni.</p>
<p>Con l&#8217;occasione, per chi avesse il vecchio, comunico il mio nuovo numero di<br />
cellulare</p>
<p>Mauro Romanelli - Consigliere Regionale Verdi/Federazione della Sinistra -<br />
cell 3351775351</p>
<p>*******************</p>
<p>COMUNICATO STAMPA</p>
<p>Nuova carta sanitaria elettronica, Verdi e Federazione della Sinistra: &#8220;Vi<br />
siano contenute anche le volontà di fine vita, come il Testamento biologico,<br />
e la disponibilità a donare gli organi&#8221;.<br />
Interrogazione alla Giunta Regionale</p>
<p>Come è noto, in Toscana è partito da Aprile il progetto di nuova carta<br />
sanitaria elettronica, grazie alla quale, entro breve, ogni cittadino potrà<br />
accedere alle principali informazioni sanitarie che lo riguardano: un<br />
esempio di buona sanità, che punta sull&#8217;efficienza, il risparmio e la<br />
semplificazione amministrativa.</p>
<p>&#8220;A questo punto - dichiara Mauro Romanelli, Consigliere Regionale per i<br />
Verdi e la Federazione della Sinistra - perchè non rendere possibile la<br />
presenza nel Fascicolo sanitario elettronico d&#8217;ogni cittadino il riferimento<br />
all&#8217;espressione di volontà in merito alle terapie che la persona è<br />
disponibile ad accettare, il Testamento Biologico, oppure ad esempio la<br />
volontà di essere cremato, la forma del commiato funebre prescelta, la<br />
disponibilità alla donazione d&#8217;organi e tessuti ?&#8221;.</p>
<p>Su questi temi, i Consiglieri della Federazione della Sinistra e dei Verdi<br />
(Mauro Romanelli, Monica Sgherri, Paolo Marini) hanno presentato oggi<br />
un&#8217;interrogazione alla Giunta (allegata), suggerendo ad esempio che possano<br />
essere anche figure come il fiduciario o il depositario del Testamento<br />
Biologico a poter inserire dati nel Fascicolo Elettronico, e non solo il<br />
medico curante.</p>
<p>&#8220;Sarebbe un bel segnale di civiltà da parte della nostra Regione iniziare a<br />
dibattere su questi temi e su come portarli a soluzione pratica, soprattutto<br />
mentre in Parlamento è in fase avanzata un disegno di legge del Governo di<br />
destra sul Testamento biologico che, di fatto, impone l&#8217;accanimento<br />
terapeutico, con una posizione contro la libertà di scelta degli individui e<br />
contro la stessa Costituzione&#8221; .</p>
<p>&#8220;Su queste tematiche - concludono i Consiglieri - auspichiamo che la Giunta<br />
voglia anche attivare rapidamente un tavolo di consultazione con le<br />
associazioni di cittadini che si occupano di Testamento Biologico e<br />
Disposizioni di fine vita&#8221;.</p>
<p>TESTO INTERROGAZIONE</p>
<p>Al Presidente del Consiglio Regionale della Toscana</p>
<p>Firenze, 28 maggio &#8216;10</p>
<p>OGGETTO: Interrogazione orale:<br />
Sulla Carta Sanitaria Elettronica</p>
<p>Il sottoscritto Consigliere regionale<br />
Ricordato che in Toscana, dal mese di aprile 2010, in seguito alla delibera<br />
di Giunta regionale n.125/2009, in accordo con quanto previsto nel Piano<br />
Sanitario Regionale (PSR) 2008-2010, approvato con deliberazione del<br />
Consiglio Regionale n. 53 del 16 luglio 2008, è iniziata la distribuzione<br />
della Carta sanitaria elettronica (CSE), importante progetto per rendere<br />
disponibile ad ogni cittadino il proprio Fascicolo sanitario elettronico;<br />
Ricordato che con questa carta, strettamente personale, ogni cittadino potrà<br />
accedere alle informazioni sanitarie che lo riguardano: a oggi i dati<br />
anagrafici, gli accessi al pronto soccorso, i referti di laboratorio, i<br />
ricoveri, i farmaci erogati, le esenzioni;<br />
Considerato che in futuro si potrà attivare un&#8217;ancor più definita<br />
consultazione di tutto quanto attiene la salute di ogni singolo cittadino;</p>
<p>S&#8217;interroga la Giunta Regionale per conoscere:</p>
<p>- Se la Giunta non ritenga che sia necessario rendere operativa la<br />
possibilità di far comparire nei dati del Fascicolo sanitario elettronico il<br />
riferimento all&#8217;espressione di volontà da parte del cittadino, fornita in<br />
condizioni di lucidità mentale, in merito alle terapie che intende o non<br />
intende accettare nell&#8217;eventualità in cui dovesse trovarsi nella condizione<br />
d&#8217;incapacità di esprimere il consenso alle cure per lesioni cerebrali<br />
irreversibili o invalidanti, che costringano a trattamenti permanenti con<br />
macchine o sistemi artificiali che impediscano una normale vita di<br />
relazione;</p>
<p>- Se, in caso affermativo, si ritiene utile di poter facilitare tal<br />
espressione, non limitando soltanto al medico di riferimento la possibilità<br />
di integrare i dati del Fascicolo sanitario elettronico, ma anche ad esempio<br />
al fiduciario o depositario di una disposizione o di un Testamento<br />
Biologico;</p>
<p>- Se la Giunta non ritenga necessario far comparire nei dati del Fascicolo<br />
sanitario elettronico anche la registrazione o dichiarazione di volontà alla<br />
donazione di organi e tessuti, la volontà ad esempio di essere cremato, o la<br />
forma del commiato funebre desiderata;</p>
<p>- Se su tali questioni non si ritiene opportuno convocare un tavolo di<br />
consultazione con le associazioni di cittadini che si occupano di Testamento<br />
Biologico e Disposizioni di fine vita.</p>
<p>Mauro Romanelli<br />
Monica Sgheri<br />
Paolo Marini</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.liberauscita.it/online/?feed=rss2&amp;p=333</wfw:commentRss>
		</item>
	</channel>
</rss>
