Home Page

Assemblea pubblica della sezione di Modena

18 gennaio 2012

Riportiamo qui sotto il programma della Assemblea pubblica della sezione di Modena di LiberaUscita, convocata dalla ns. Presidente nazionale Maria Laura Cattinari.

PUBBLICA ASSEMBLEA  ANNUALE  di LIBERA-USCITA

Sezione di Modena

SABATO 21 GENNAIO ORE 15 – 17,30

presso Saletta  ANCESCAO

Via  Ciro Menotti, 137

Presiede  Giovanni Boschesi   del Direttivo locale e nazionale

Interventi programmati:

Giovanni Boschesi:    -  ” Relazione sull’ attività svolta dalla Sezione nel                                                      2011″

Anna Maria Minniti    -    Tesoriera “ Il Bilancio della Sezione”

Maria Laura Cattinari  -    Presidente  “ Il  Diritto all’autodeterminazione nel   fine vita oggi, in Italia e in Europa”  -  Iniziative già in programma per il 2012

Spazio per il Dibattito

-  Rinnovo Organi Direttivi: Direttivo – Tesoriere – Presidente e Vice-Presidente

-  Rinnovo iscrizioni per il 2012

Si prega gentilmente di volerne dare Comunicazione. Grazie.

La Presidente Maria Laura Cattinari
tel./fax 059 469832
cell. 3336141706
grazie-ra@tiscali.it

§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§

Cliccando sui seguenti link Troverete anche:
- la locandina del Convegno “Per l’introduzione del Testamento Biologico”, che si terrà a Grosseto il 3 febbraio 2012 su iniziativa di Italia dei Valori, al quale interverrà la ns. vice-Presidente nazionale Meri Negrelli;

- la locandina della presentazione del libro di Chiara Lalli “C’è chi dice no” che si terrà il 28 gennaio a Firenze, sponsorizzata da “Laicità e diritti”, Italia dei Valori e LiberaUscita

§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§

§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§

Home Page

Incontro pubblico a Bologna sul testamento biologico

15 gennaio 2012

Venerdì, 20 Gennaio 2012, alle ore 17,30, a Bologna, presso il Centro socio ricreativo culturale Stella di via Savioli 3, si terrà un incontro sul tema Testamento biologico: liberi di scegliere per discutere le questioni mediche, etiche, religiose, giuridiche, che si confrontano nel dibattito sul testamento biologico o “dat” (dichiarazione anticipata di trattamento) e per fare il punto sull’attuale situazione legislativa, alla luce della recente istituzione del “registro dei testamenti biologici” del Comune di Bologna.

Introdurranno:
Guido Armellini (presidente della Chiesa metodista di Bologna),
Elisabetta Cammelli (psicologa, Rete laica)
Corrado Melega (consigliere comunale Pd, ginecologo, già presidente della Commissione regionale nascite).

Ricordiamo che sulle tematiche del fine vita LucidaMente è intervenuta più volte.
Ad esempio, con: Il dominio del potere su anime e corpi, Prepotenza “cattolicista” e carte di autodeterminazione, Andarsene con dignità, Da Luca Coscioni a Eluana Englaro, ecc.

Inoltre, a cura della nostra rivista e dell’associazione LiberaUscita, nel 2007 è stato dato alle stampe Non sono un assassino. Il caso “Welby-Riccio” francese (Prefazione di Mario Riccio, Introduzione di Giancarlo Fornari, inEdition editrice/Collane diLucidaMente, pp. 176, € 15,00) di Frédéric Chaussoy, traduzione di Je ne suis pas un assassin, edito in Francia da Oh! Editions.

Per saperne di più:

La vicenda di un giovane, della madre e di un medico;

In Francia affetto e simpatia, in Italia…”;

Non sono un assassino”: quando prevale l’umanità;

Occorre rispettare il volere dei malati”;

Il caso Humbert e l’anomalia italiana.”

§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§
§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§

Home Page

Anche a Napoli il registro dei biotestamenti

14 gennaio 2012

Segnaliamo con piacere le  iniziative dell’Amministrazione De Magistris che riguardano l’istituzione dei Registri dei trattamenti biologici, e del Laboratorio Napoli per una Costituente dei Beni Comuni.

Guarda il filmato

§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§
§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§

Home Page

Gli eventi più importanti del 2011 – Tesseramento 2012

8 gennaio 2012

Il Segretario Giampietro Sestini si rivolge ai soci e ai simpatizzanti di LiberaUscita

Care amiche ed amici,
nel lanciare il tesseramento 2012 dobbiamo anzitutto ricordare che anche nel 2011, come peraltro da quando ci siamo costituiti, LiberaUscita si è impegnata in numerosi convegni, dibattiti, tavole rotonde, seminari, appelli, comunicati ed iniziative, sempre con l’obiettivo di contribuire alla unità dei movimenti e delle forze laiche quale supporto indispensabile per raggiungere l’obiettivo di rendere effettivo, anche in Italia, il diritto di morire con dignità.
Per ricordare gli eventi che, sotto questo aspetto, a nostro giudizio hanno maggiormente caratterizzato il 2011 se ne riporta, di seguito, un elenco sintetico.
Ciò premesso, per poter continuare nella comune battaglia abbiamo bisogno, come sempre, del vostro sostegno per affrontare le spese vive di funzionamento, fermo restando che tutti gli incarichi dell’associazione sono volontari e gratuiti.
Vi invitiamo pertanto ad iscrivervi per l’anno 2012 ed a fare opera di proselitismo fra i vostri amici affinché aderiscano. A tal fine precisiamo che:
- I vecchi soci possono rinnovare l’iscrizione per l’anno 2012 versando semplicemente la quota sociale;
- Per divenire nuovi soci occorre sottoscrivere e inviare, oltre la quota sociale, regolare domanda di ammissione. Il modulo per la domanda può essere prelevato dal nostro sito (www.liberauscita.it) e, una volta compilato, trasmesso via email o fax o posta ordinaria o consegnato, insieme alla quota sociale, al responsabile territoriale di LiberaUscita;
- L’importo annuo della quota sociale per i soci ordinari è rimasto invariato in € 25. Coloro che possono versare di più divengono soci sostenitori, Coloro che non dispongono di redditi (es: studenti, casalinghe, disoccupati) possono versare una quota ridotta, ma non inferiore ad € 10;
- Il pagamento della quota può essere effettuato in contanti o con assegno oppure tramite:
a) bollettino postale, sul c/c n. 39698733, intestato a “Associazione LiberaUscita, via Genova 24, 00184 Roma” (l’indirizzo del c/c è rimasto per il momento invariato);
b) bonifico bancario sul c/c Banco Posta, IBAN IT06H0760103200000039698733, intestato come sopra.
Con l’occasione rammentiamo che tutti i soci hanno il diritto di partecipare e candidarsi al congresso nazionale (biennale), di depositare il loro testamento biologico nell’archivio dell’associazione e di ricevere, tramite posta elettronica, tutte le notizie diramate dall’associazione. In proposito si informa che a partire da oggi le informazioni saranno trasmesse soltanto ai soci 2011 o 2012, oltre  al gruppo di LiberaUscita su yahoo.
Cordiali saluti ed auguri di buon anno a voi e alle vostre famiglie.
Ai soci che hanno già rinnovato per il 2012 la loro adesione un sentito grazie.
Il Segretario                                                                                          La Presidente
Giampietro Sestini                                                                     Maria Laura Cattinari

GLI EVENTI DEL 2011

- 10 gennaio. Nel “tempietto egizio” del cimitero Verano di Roma si tiene il commiato laico di Giancarlo Fornari, fondatore e primo Presidente nazionale di LiberaUscita;
- 10 gennaio. La Corte costituzionale rigetta il ricorso del Governo contro l’articolo 48 della legge finanziaria della Regione Emilia-Romagna che garantisce piena parità di accesso ai servizi a tutte le famiglie, e quindi anche alle coppie di fatto di gay e lesbiche;
- 12 gennaio. Rapporto Eurispes 2011: il 66,2% degli italiani è favorevole all’eutanasia;
- 12 gennaio. Il tribunale di  Firenze  accoglie  la richiesta di un cittadino di 70 anni di  nominare  un amministratore di sostegno per evitare, qualora divenga incapace di intendere e volere, interventi sanitari contro la sua volontà. Nel contempo anche un giudice di Treviso autorizza una donna di 48 anni a rifiutare sia la trasfusione che la tracheotomia e nomina l’amministratore di sostegno;
- 19 gennaio. La Chiesa valdese di Roma apre al pubblico uno sportello dove è possibile depositare, nel rispetto di tutte le garanzie legali, il proprio testamento biologico;
- 20 gennaio. La Cassazione dice stop al disinvolto riconoscimento da parte dei tribunali delle sentenze della Sacra Rota che annullano i matrimoni, in quanto la “cancellazione” delle nozze è spesso una scappatoia per non pagare gli alimenti dovuti per legge in caso di divorzio civile;
- 29 gennaio. Su iniziativa di oltre 30 associazioni laiche fra cui LiberaUscita, si costituisce a Modena il CLN (Coordinamento laico nazionale). Maurizio Cecconi e Cinzia Gori ne sono i portavoce; La Presidente di LiberaUscita, Maria Laura Cattinari, fa parte del Coordinamento;
- 4 febbraio. Il tribunale civile di Milano, dopo quelli di Catania e Firenze, solleva la questione di incostituzionalità della legge 40 del 2004 sulla procreazione medicalmente assistita per la parte che vieta la fecondazione eterologa;
- 7 febbraio. Appello dei medici e operatori sanitari CGIL per la libertà di scelta sul testamento biologico e contro l’accanimento terapeutico;
- 7 febbraio. Organizzato dal Comune di Modena con la collaborazione di alcune associazioni fra cui LiberaUscita si svolge il primo convegno nazionale sui registri per i testamenti biologici;
- 9 febbraio. Nel 2° anniversario della morte di Eluana il Governo celebra la “Giornata Nazionale degli stati vegetativi”. Beppino Englaro ed associazioni laiche tra cui LiberaUscita per evitare lo scontro e la rissa si astengono da ogni replica alla vergognosa provocazione;
- 21 febbraio. Il presidente delle Chiese Evangeliche dichiara che la proposta di legge sul testamento biologico “calpesta la dignità della persona e viola il diritto alla libertà di scelta”;
- 8 marzo. Le associazioni mediche FESIN, (Federazione Società di Nutrizione), SIAARTI (Società Anestesia e Rianimazione), SICP (Società Cure Palliative), SINPE (Società Nutrizione Parenterale ed Enterale) e FNOMCEO (Federazione Ordini Medici) si dichiarano contrarie al ddl Calabrò;
- 15 marzo. La Cassazione conferma la rimozione di Luigi Tosti, giudice di pace a Camerino, perché si è rifiutato di tenere udienza in tribunali che espongono il crocifisso;
- 18 marzo. La “Grande Chambre” della Corte europea per i diritti dell’uomo in sede di appello assolve l’Italia dall’accusa di violazione dei diritti umani per l’esposizione del crocefisso nelle aule scolastiche. In primo grado, la Corte aveva invece accolto il ricorso di Sonia Lautsi;
- 27 aprile. Presso la sala stampa della Camera dei Deputati si è svolta la Conferenza indetta dal Coordinamento Laico Nazionale sul tema “Sulla mia vita scelgo io”;
- Mese di maggio. Manifestazioni in diverse città italiane a sostegno dei registri dei biotestamenti;
- 8 maggio. Suicidio in Svizzera di Günther Sachs. Malato di Alzheimer, riteneva “indegno perdere il controllo mentale sulla sua vita”;
- 13 giugno. I votanti ai quattro referendum superano il 54%. L’istituto referendario viene rilanciato dopo anni di mancato quorum;
- 14 settembre. La Camera approva un ordine del giorno dell’on. Enzo Raisi (FLI) per la revisione delle esenzioni fiscali di cui beneficia la Chiesa;
- 16/17 settembre. Si svolge a Mondorf les Bains (Lussemburgo) la Conferenza biennale della RtDE, Federazione Europea delle associazioni per il diritto di morire con dignità. LiberaUscita partecipa con due delegati: la Presidente Maria Laura Cattinari e Léon Octave Bertrand;
- 19 novembre. Si celebra a Udine la giornata nazionale del testamento biologico indetta dal CLN, Coordinamento Laico Nazionale;
- 28 novembre. Suicidio in Svizzera di Lucio Magri, profondamente depresso a seguito della morte della moglie;
- 7 dicembre. Appello di Micromega: anche la Chiesa paghi l’ICI;
- 7 dicembre. Il Municipio XI di Roma istituisce il registro delle unioni civili;
- 12 dicembre. Alle ore 21:41 Silvio Berlusconi si dimette da Presidente del Consiglio. Si chiude così un lungo periodo della storia d’Italia caratterizzato da una costante chiusura sui temi della laicità dello Stato e vengono al pettine gravi problemi economici mai affrontati in modo adeguato.

 

Home Page

Fine vita: decidere consapevolmente – Firenze Palazzo Vecchio

28 novembre 2011

Mercoledì 30 novembre, alle ore 17, si terrà a Firenze, Palazzo Vecchio sala Miniature, il convegno sul tema “Fine vita: decidere consapevolmente. Testamento biologico e cure palliative”.
L’evento è stato organizzato dal Comune di Firenze, Consulta per la laicità. Fra i relatori Monica Toraldo di Franciamembro del Comitato Nazionale di Bioetica e  Piero Morino, medico palliativista ben conosciuto a Firenze.


Si allega la locandina-invito

Convegno sul fine vita – Firenze – 30.11.2011 – locandina

 

§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§

§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§

Home Page

Udine – giornata nazionale sul Testamento Biologico

19 novembre 2011

UDINE - Foto tavola Presidenza

Rassegna stampa:

CONVEGNO SCIENZA E VITA – RASSEGNA STAMPA DEL 19 NOVEMBRE 2011

 

Roberto Monteforte – l’Unità

La vita va difesa dal concepimento sino alla morte naturale. E non solo per verità di fede, ma per quel rispetto del diritto naturale che dovrebbe essere guida per l’individuo e per le società. Un punto fermo per la Chiesa e soprattutto non negoziabile.

È tornato a ribadirlo ieri il presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco con la prolusione con cui ha aperto il convegno «Scienza e cura della vita: educazione alla democrazia», organizzato dall’Associazione Scienza e Vita. Indica quale debba essere «il livello umano di convivenza». Il presidente della Cei è tornato a richiamare la supremazia del Magistero quando sono in gioco valori come il rispetto assoluto della vita e della persona. Invoca un «umanesimo integrale» in risposta al vincente «modello individualista». È stato più di un contributo alla discussione interna al mondo cattolico più che mai impegnato nella ricerca di nuove forme di presenza in politica. Per due significative particolarità. È nel giorno in cui il governo Monti ottiene la fiducia delle Camere che Bagnasco rilancia il suo messaggio alla politica. Lo fa intervenendo nella fase nuova che si è aperta dopo la caduta del governo Berlusconi.

La Chiesa parla alla politica

Che l’intento sia quello di comunicare direttamente alla politica è confermato dalla tavola rotonda che è seguita alla sua prolusione, con a confronto i leader di Pd, Pdl, Lega e Udc Bersani, Alfano, Maroni e Casini, moderati dal direttore di Avvenire, Marco Tarquinio. È a loro che con puntigliosità il presidente dei vescovi ricorda quale sia il terreno di una «laicità positiva» e sino a dove possa spingersi l’autonomia e la mediazione dei cattolici impegnati in politica. Invoca un «livello umano di convivenza» e mette i piedi nel piatto, ben sapendo che toccare temi scomodi, come cosa sia il rispetto della «vita umana», possa dividere. Su queste verità fondamentali la Chiesa non può tacere. Senza chiarezza su questi punti non reggerebbe neanche quell’etica sociale, indispensabile per affrontare i «grandi problemi dell’economia e della finanza, del lavoro e della solidarietà, della pace e dell’uso sostenibile della natura» che «attanagliano pesantemente persone, famiglie e collettività, specialmente i giovani. È l’«attenzione alla vita umana», alla sua difesa in particolare nelle condizioni di «maggiore fragilità e pericolosa esposizione» sulla quale insiste. Lo fa criticando le derive del relativismo, del materialismo e la visione consumistica. Occorrono verità oggettive e riferimenti etici precisi. Oggi, osserva, richiamare una verità «valida per tutti» fa scattare la preoccupazione di una minaccia alla libertà personale. Ma si chiede quale libertà è quella che è sciolta da vincoli e da norme ed è indipendente dalla verità di ciò che sceglie?

E se la Chiesa richiama le «ragioni ultime» dell’esistenza non lo fa per «arroganza, ingerenza o intransigenza», ma per «fedeltà a Dio e agli uomini». È il suo contributo alla costruzione della civitas terrena. Parla di «sana laicità». Non basta il «riconoscimento della rilevanza pubblica delle fedi religiose». Deve misurarsi con l’uomo e con la sua natura, con l’«umanesimo integrale». Questo è il terreno dell’impegno dei cristiani «come cittadini». Stile sobrio, spirito di servizio e di sacrificio, competenza insieme a onestà. Ma non basta. Non si possono accantonare le indicazioni del Magistero. Per non restare sul generico va al punto Bagnasco: al chi può decidere quando «un individuo è già persona» o «ancora persona». Siamo ai valori non negoziabili. Al no assoluto all’aborto, all’eutanasia e alla manipolazione genetica. «Non si tratta di voler imporre la fede e i valori che ne scaturiscono, ma solo di difendere i valori costitutivi dell’umano». Il messaggio è chiaro.

 

Marco Politi – il Fatto

Nel fortilizio degli intransigenti, di fronte al cardinal Bagnasco, tra le schiere del movimento “Scienza e Vita” che mandò a vuoto il referendum sulla fecondazione artificiale, Pierluigi Bersani invita a riaprire il discorso sul testamento biologico. La brutta legge sulle dichiarazioni anticipate di trattamento, che espropria il paziente di ogni autodeterminazione, è quasi in dirittura di arrivo, ma il segretario del Pd esorta a non spaccare l’Italia, a “non dividere le famiglie”.

Dice Bersani: “Ragioniamo insieme, l’eutanasia non c’entra, cerchiamo di salvaguardare libertà e dignità. In questa nuova situazione politica discutiamo in modo più aperto e sincero”.

L’occasione è speciale. Scienza e Vita ha organizzato una tavola rotonda sul proprio manifesto “Scienza e cura della vita: educazione alla democrazia” con l’obiettivo – spiega il copresidente Lucio Romano – di “riconoscere la centralità di ogni essere umano, di ogni persona, il rispetto della sua intrinseca dignità indipendentemente da qualsiasi giudizio sulle sue condizioni esistenziali”. I segretari dei partiti, che sorreggono il governo Monti, sono stati invitati. Anche Maroni e Di Pietro, che però non si sono affacciati. I fotografi si accalcano per immortalare la nuova triade con Alfano e Casini, che sembra sovrastare la foto di Vasto.

Il cardinal Bagnasco tiene una lectio magistralis e mette sul tavolo del nuovo governo i valori non negoziabili. Ancora una volta il punto è l’interpretazione della tutela della persona “dal concepimento fino alla sua morte naturale”. C’è un doppio registro nell’intervento del presidente della Cei Bagnasco, svolto affidandosi ad uno stile pacato. Da un lato il richiamo a riscoprire l’esigenza della cura dell’altro, a non lasciarlo mai solo, a non abbandonarlo ad un destino di monade imprigionata in se stessa, a sostenerlo soprattutto nei suoi momenti di fragilità e sofferenza. D’altro canto il capo dei vescovi ribadisce che la libertà deve riferirsi ad una verità ancorata alla natura e alla ragione. Che la Chiesa salvaguarda. Poi il monito politico: i valori non negoziabili “appartengono al Dna di ogni persona (e quindi) non possono essere conculcati né parcellizzati o negoziati attraverso mediazioni, che pur con buone intenzioni, li negano”.

Presente, risponde Alfano a nome del Pdl. Provoca un brivido sentirlo mentre proclama che il suo partito rappresenta la “coerenza senza fratture tra ideali e prassi, tra ciò che si dice e ciò che si fa”. (E forse ha ragione: il bunga bunga con crocifisso è certamente sintesi armonica del pensiero e dell’azione dell’ex premier B.) In ogni caso Alfano recita: “La vita la dà e la toglie Qualcuno che non è il Parlamento”. La famiglia è tra un uomo e una donna. La scuola privata non va penalizzata. Viva ciò che ha fatto il governo Berlusconi nel caso Eliana e riguarda alla pillola abortiva e al divieto della selezione genetica degli embrioni.

Bersani parte dal filosofico, la necessità che una comunità poggi su valori condivisi (senza relativizzare tutto), per approdare sul concreto. Il compito della politica è di trovare, negoziando, soluzioni ai problemi urgenti. “Attenti – avverte – mentre qui si litiga, altrove Paesi spendono cifre enormi in ricerche che producono tecnologie che il mercato poi diffonde”. C’è necessità di trovare soluzioni italiane. E rispetto al testamento biologico come non accorgersi che oggi la paura è di “perdere la propria dignità in un letto irto di tubi”. Si ragioni, si tenga insieme cura e dignità.

Chiude Casini gettando ponti al centro-sinistra. Non va persa, afferma, l’occasione del clima frutto del governo Monti. “Perché quando queste questioni vengono affrontate solo con l’intento di creare maggioranze di fatto, non si consolidano nella gente”. Miope, sottolinea il leader del Terzo Polo, è chi usa certi temi per dividere. Al contrario bisogna cercare una base di condivisione sempre più larga.

Il primo round sul testamento biologico nella stagione “d’intesa” si chiude così.

 

Simone Collini – l’Unità

Il governo Monti potrebbe anche favorire l’approvazione di una diversa legge sul biotestamento, rispetto a quella targata Pdl approvata alla Camera a luglio e ora in attesa del sì definitivo al Senato. Questo è emerso ieri al convegno di Scienza e Vita a cui hanno partecipato Angelino Alfano, Pier Luigi Bersani e Pier Ferdinando Casini. Che sono sì l’Abc della politica, come dice scherzosamente il direttore di “Avvenire” Marco Tarquinio aprendo la tavola rotonda che segue la lectio magistralis del cardinale Angelo Bagnasco, ma sono anche i leader delle forze della nuova maggioranza che si è formata in Parlamento (l’invito al convegno, circa un mese fa, era arrivato anche al leghista Roberto Maroni, che però ha dato forfait). Come dice Alfano, «questo governo giustamente non ha assunto impegni programmatici sui temi dell’agenda bioetica». Ma questo non significa che nei prossimi mesi le Camere discuteranno soltanto di economia, occupazione, risanamento e sviluppo.

Slittamento significativo

Anzi, il fatto che al Senato la proposta di legge sul fine vita, che doveva essere calendarizzata per i primi di dicembre per l’approvazione finale, proprio in questi giorni stia subendo slittamenti è significativa. Da un lato c’è la volontà trasversale di non mettere subito il governo di fronte a un tema che può provocare fibrillazioni nella nuova maggioranza. Dall’altro, c’è la volontà da parte degli stessi centristi (fondamentali ora che la Lega si è smarcata) di rivedere l’impianto di quella legge che insieme al centrodestra pure hanno votato: insomma il ritardo non è casuale e qualcuno sta verificando la possibilità di approvarla con una maggioranza più ampia, tale da mettere la nuova legge al sicuro anche per le prossime legislature.

Lo dice esplicitamente Casini, che pur confessando di sentirsi meno «in sintonia» con Bersani sui temi eticamente sensibili e di condividere di più le parole di Alfano («la vita ce la dà e ce la toglie qualcuno e quel qualcuno non è il Parlamento»), poi è proprio al segretario del Pd che tende la mano quando arriva al sodo: «Sul fine vita c’è un’amplissima maggioranza e in questa legislatura la legge è assicurata. Però bisogna stare attenti, abbiamo l’interesse a consolidare il consenso per evitare che si cambi ad ogni legislatura. Non perdiamo l’occasione irripetibile che abbiamo oggi». Casini avrà «più condiviso, per ovvie ragioni», come dice lui, le parole di Alfano, però sembra riferirsi proprio al Pdl quando dice che bisogna guardarsi da chi parla dei temi eticamente sensibili «cercando la divisione pregiudiziale e non lavorando per dare una base di condivisione sempre più larga».

«Non possiamo rifiutarci»

Bersani, da «laico adulto e orgoglioso», è pronto al confronto: «Non è che possiamo rifiutarci di parlare di questi temi perché sono divisivi, ma gli esiti non devono essere divisivi». Dopo che il presidente della Cei ha insistito sui «valori non negoziabili» («tra questi, la vita umana, dal suo concepimento alla sua fine naturale, è certamente il primo»), il leader del Pd dice che non può esserci «negozio di valori», ma la necessità di ricercare un «compromesso» di fronte a «problemi che urgono», sì: «Un compromesso, come ha detto Papa Ratzinger, un promettere assieme una soluzione, perché le nuove tecnologie impongono una riflessione, perché per secoli il morire è stato un rito domestico e la paura maggiore era di una morte improvvisa, nella notte, mentre per molti oggi è la paura di una morte irta di tubi. Non per la sofferenza ma per la perdita della dignità».

Fuori i radicali

Fuori dalla sede dell’emittente dei cattolici italiani “Tv2000”, che ospita il convegno, protestano i Radicali e l’associazione Luca Coscioni. Dentro, Casini è raggiante mentre scattano i flash sull’inedito trio, Bersani spalla a spalla con Alfano sorride meno che nella foto di Vasto. Il segretario del Pd ribadisce in ogni occasione che questo non è un governo di larghe intese ma di «emergenza e di transizione» e che altra cosa è l’alleanza tra progressisti e moderati. Il leader dell’Udc vuole approfittare della situazione per dar vita a quella “coesione nazionale” che insegue da tempo per lasciare alle spalle il bipolarismo di questi anni. «Destra, sinistra e centro non sono più rappresentativi di nulla dice il leader Udc: dal modo in cui verrà sostenuta l’azione dell’esecutivo si delineerà il futuro, nasceranno o meno nuove alleanze politiche». Trovare un’intesa su temi che finora hanno diviso più di tanti altri è una bella scommessa per entrambi.

 

Ubaldo Casotto – il Riformista 

Prove tecniche di nuove maggioranze bioetiche ieri al convegno di Scienza & Vita. Che l’intenzione dell’evento fosse dialogica lo si evinceva dagli invitati alla tavola rotonda che seguiva la lectio magistralis del presidente della Cei, il cardinale Angelo Bagnasco; coordinati dal direttore di Avvenire Marco Tarquinio dovevano dibattere Angelino Alfano, Pierluigi Bersani, Pier Ferdinando Casini e Roberto Maroni. L’ex ministro leghista si è sfilato, come a voler segnalare anche in questa circostanza la scelta di campo del suo partito: l’opposizione.

Che l’intenzione dialogica sia maturata in volontà unitiva lo si è capito dal singolare ritardo con cui sono iniziati i lavori. Di solito i riti ecclesiali hanno un orario di inizio fisso, chi c’è c’è. Alle 16 Bersani era già in sala, Casini stava scendendo le scale, mancava Alfano. A un certo punto i leader di Pd e Udc, insieme a Tarquinio e a qualche prelato sono usciti, evidentemente “convocati” dal cardinale che li attendeva in una sala riservata, e sono rientrati alle 17 con un sollevato direttore di Avvenire che diceva: «Finalmente ci siamo tutti, anche Alfano». Solo allora Bagnasco ha fatto il suo ingresso in sala.

La lectio del cardinale ha ricordato che il tema della vita umana non è eludibile solo perché «divisivo»; che il parlarne, essendo «la questione sociale diventata radicalmente questione antropologica» (Benedetto XVI), non può essere un confronto di pure libertà sciolte dal problema della verità sull’uomo; ha invitato a parlarne laicamente ammonendo che «l’assolutismo di una libertà individualistica» può essere una «prigione» più chiusa di quella dell’«assolutezza della verità», perché la laicità non può essere solo una «procedura» indifferente al contenuto, alla natura dell’uomo; spiegando che una certezza sui diritti della persona, fondati su qualcosa che non è solo convenzione, è raggiungibile anche «fuori da un’ottica religiosa».

I tre politici, dopo le relazioni di Lucio Romano e di Luciano Eusebi di Scienza & Vita, sono intervenuti in rigoroso ordine alfabetico e di esigenze logistiche (aerei e altri appuntamenti).

Alfano ha ricordato l’agenda bioetica del governo Berlusconi incentrata su vita, persona e famiglia, spiegando che questi valori diventano prassi politica attraverso il principio di sussidiarietà («l’idea più moderna di libertà») che implica «più società e meno Stato». Bersani ha rilanciato il dialogo tra credenti e non credenti, finalizzandolo a «una base comune di umanesimo pre-politica», ha speso parole di interesse per il pensiero di Ratzinger, sottolineando il suo apprezzamento per gli agnostici, ha riconosciuto che l’incontro tra Gerusalemme, Atene e Roma come base della cultura occidentale è un dato di fatto non discutibile e s’è detto d’accordo che debbano esistere valori non negoziabili, pena il venir meno di qualunque aggregato sociale: «E vero, il diritto non è pura convenzione», ma ha attaccato chi non riconosce la capacità di giungere a questa affermazione anche da parte di chi non crede: «Se non lo riconoscete, ci offendete». La politica ha aggiunto non farà negozio dei valori, ma deve cercare il «compromesso» di fronte a problemi che urgono, anche sul terreno antropologico e bioetico. «Parliamone, parliamone di più ora che c’è una nuova situazione politica» ha detto voltandosi verso Casini.

Il leader dell’Udc ha colto la palla al balzo, dopo essersi detto «più vicino» alle argomentazioni di Alfano, ha osservato con piacere che «questo governo non ha un’agenda bioetica», quindi possiamo discuterne con più libertà, ha detto che Scienza & Vita non poteva scegliere giorno più significativo per parlare di queste cose, sulle quali si è fatto spesso un «contenzioso permanente dettato da interessi partitici», mentre questo momento politico è una grande opportunità per trovare, anche su questi temi, un «consolidamento» del consenso che è già maggioranza nel Parlamento (in tal senso si è detto pronto ad approvare la legge sul fine vita): «Allarghiamo la base di condivisione della legge su questi valori, difendiamoci da chi li usa per dividere; noi non siamo come altri Paesi europei, abbiamo una Chiesa più forte che è l’anima di questo Paese e ha un ruolo unitivo, noi cattolici abbiamo questa stessa responabilità». Alfano e Bersani non c’erano. Ad ascoltarlo, in prima fila, il cardinale Bagnasco.

 

Debora Donnini – Radio Vaticana online

Bisogna “difendere i valori costitutivi dell’umano” e “tra questi la vita umana, dal suo concepimento alla sua fine naturale, è certamente il primo”. Così, il presidente della Conferenza episcopale italiana, il cardinale Angelo Bagnasco, aprendo ieri pomeriggio a Roma il Convegno nazionale dell’associazione “Scienza e Vita”. Due giorni di incontri per l’organizzazione che ha anche presentato il manifesto dal titolo: “Scienza e cura della vita: educazione alla democrazia”.

“Una società è veramente umana soltanto quando protegge senza riserve e rispetta la dignità di ogni persona dal concepimento fino alla sua morte naturale”. Lo ha ribadito il cardinale Angelo Bagnasco citando Benedetto XVI e specificando che non si tratta di voler imporre la fede e i valori che ne scaturiscono direttamente, ma solo di difendere i valori costituivi dell’umano e che per tutti sono intellegibili come verità dell’esistenza, perché appartengono al Dna della persona. Valori che non possono essere né parcellizzati né negoziati, fra cui la vita umana è il primo. Questo è il ceppo dell’etica della vita su cui germoglia l’etica sociale.

L’appello centrale del cardinale Bagnasco è dunque quello di recuperare “la natura relazionale della persona”: “Il punto non è far entrare la società nel privato ma si tratta di recuperare la natura relazionale della persona in modo che la società possa e debba concepirsi e strutturarsi non solo come erogatrice di servizi ma come comunione di destino”.

Il discorso del presidente della Cei parte da una critica al nichilismo, che porta ad una svalutazione della vita, e all’individualismo il cui grande pericolo è proprio quello di perdere la dimensione comunitaria. Al centro vi è una difesa della ragione che “quando viene cancellata dall’orizzonte, anche la fede si indebolisce”. Necessario anche riscoprire il senso del dolore: “La cultura contemporanea deve riconciliarsi con il dolore e la morte se vuole riconciliarsi con la vita perché i primi fanno parte della seconda e quindi dobbiamo recuperare la capacità di portare il dolore insieme”.

Fa eco all’intervento del porporato, il co-presidente dell’Associazione “Scienza e Vita”, Lucio Romano. La vulnerabilità, dice, è condizione sostanziale dell’essere umano insistendo sulla dimensione di reciprocità della persona: “L’essere umano è costitutivamente relazionale: nell’essere con l’altro ed essere per l’altro evidentemente declina la sua vita in termini di etica della responsabilità. Altrimenti saremmo tutti soggetti individualisti e di conseguenza relativisti”.

Ad intervenire anche diversi esponenti del mondo politico: il segretario del Pdl, Angelino Alfano, ma anche Pierluigi Bersani del Pd e Pierferdinando Casini per l’Udc.

 

“La politica italiana” online

“Io guido un partito in cui sono credenti e non credenti. Tutti i partiti sono fatti di credenti e non. Da noi è in corso una ricerca per trovare una base comune che io definisco di umanesimo forte che ci aiuti a creare una politica che aiuti l’uomo a essere più umano”. Lo ha detto il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani intervenendo al VIII convegno nazionale di ‘Scienza e vita’.

L’idea di Bersani è quella di una “politica che organizzi convivenza perché l’uomo diventi più umano”. Definendosi un “appassionato del pensiero di Ratzinger”, il leader del Pd sollecita la produzione di “un pensiero che ricerchi il bene comune” perché “c’è una sostanza etica, ci deve essere un universo condiviso di valori per reggere la società. Qualsiasi comunità non può esistere sull’assolutamente relativo, sennò non funziona. Diciamo quindi che il diritto non è solo forma ma è sostanza. Lo dico da laico adulto e orgoglioso – ha puntualizzato Bersani – si può essere non credenti e rifiutare l’idea scientista, naturalista, positivista del diritto come pura convenzione e dell’uomo come pura naturalità e biologia. Se i credenti non riconoscono questo offendono i laici, perché c’è gente che ha dato la vita per affermare che l’uomo non è un sasso nello spazio, non è un rampicante”.

§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§

§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§

Home Page

MODENA – Incontro pubblico sul Testamento Biologico

16 novembre 2011

Si informa che LUNEDI’ 21 NOVEMBRE, con inizio alle ore 15:30, si svolgerà a MODENA l’incontro pubblico sul tema “Il testamento biologico: come farlo valere a fronte dell’attuale situazione normativa”.
Ne parlerà la prof. Maria Laura Cattinari, Presidente nazionale di LiberaUscita.
L’incontro è organizzato dall’Università della Libera Età “Natalia Ginzburg”, con il patrocinio del Comune di Modena, 3° circoscrizione,  e la collaborazione del Centro sociale Anziani e Orti Buon Pastore nonché della nostra associazione.
Clicca sulla locandina per ingrandirla.

 

§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§

§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§

Home Page

Udine – Giornata Nazionale del Testamento Biologico

16 novembre 2011

Sabato 19 novembre si terrà ad Udine  la GIORNATA  NAZIONALE DEL TESTAMENTO BIOLOGICO, organizzata dal Coordinamento Laico Nazionale a sostegno del diritto alla autodeterminazione, manifestazione aperta alle scuole superiori, Università e cittadinanza.
Nella mattinata, dopo la proiezione del film “Mare dentro” (prevista per le ore 8:30), si terrà un dibattito con la partecipazione, tra gli altri, del ns. socio onorario prof. Valerio Pocar.
Nel pomeriggio, dopo il saluto del sindaco di Udine (prevista per le ore 15:30), si svolgeranno due conferenze: la prima sul tema “Incapaci, ma liberi di decidere”, la seconda su “Direttive, dichiarazioni, testamento: il valore delle parole alla fine della vita”. Relatori, fra gli altri, oltre il prof. Pocar anche il dr. Mario Riccio, anch’esso ns. socio onorario, e la ns. amica Chiara Lalli dell’Università ”La Sapienza” di Roma. Fra le due sessioni sono previste le testimonianze di due cittadini. 
Al termine, verso le ore 19:30, sarà proiettato il documentario sulla vicenda di Eluna Englaro “7 giorni”, introdotto dal padre Beppino.
La nostra associazione, che fa parte del Comitato ristretto del CLN tramite la Presidente Maria Lausa Cattinari, è una dei quattro sponsor della manifestazione, alla quale ha collaborato anche il Comune di Udine.  Si sottolinea che al CLN aderiscono oltre 50 tra associazioni, consulte, comitati e gruppi laici. 
Nel ringraziare la ns. sezione di Modena e Maria Laura Cattinari per l’impegno profuso, si allega il pieghevole e la locandina dell’evento.

cln_01

cln pieghevole

§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§

§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§

Home Page

Intervento al XV Congresso Nazionale dell’UDI

23 ottobre 2011

Bologna 22 Ottobre 2011

della Presidente di Libera Uscita Prof.ssaMaria Laura Cattinari

 

Care Amiche,

grazie per l’opportunità che mi date, sono felice ed onorata di poter portare a questo vostro, nostro, XV Congresso Nazionale il saluto dell’Ass. Libera-Uscita. Libera-Uscita è un’associazione nazionale, laica, apartitica per il Diritto di morire con Dignità. Vogliamo che siano rispettate le volontà di fine vita di ogni singola persona. Operiamo in rete con le altre associazioni consorelle di Europa e del mondo tutte riunite nella WFRtDS.

Parlare a Voi di AUTODETERMINAZIONE è facile, a voi che da sempre siete impegnate a difendere il diritto ad una maternità libera e responsabile, il diritto a decidere sul proprio corpo.

Parlare a Voi di fine vita è facile perché vostri, nostri, da sempre, sono i saperi legati al nascere e al morire.

Parlare a Voi è facile perché sappiamo che siete al nostro fianco in questa battaglia in difesa della dignità della Persona. 

Si parla oggi di BIOPOLITICA, ogni giorno, gli addetti ai lavori, sfornano parole nuove ma dietro questa parola nuova, biopolitica,  si nasconde una realtà antica: il tentativo del POTERE di controllare e gestire i corpi e quindi di controllare e gestire la nostra vita!!

Volevamo una legge che introducesse anche in Italia, come nel resto d’Europa, il Testamento Biologico per non dover ricorrere ai Tribunali per vedere riconosciuto questo nostro Diritto già costituzionalmente garantito. Una Legge che dettasse regole semplici a garanzia del rispetto della nostra volontà.  

 Il POTERE, questo Governo, questo Parlamento di nominati, si appresta invece ad approvare in via definitiva un Ddl liberticida, incostituzionale, crudele con il quale ci verrà sottratto il  diritto a decidere sulle cure che vogliamo e su quelle che non vogliamo ci siano fatte nell’eventualità di una nostra incapacità di intendere e di volere. Questo Ddl, conosciuto come Ddl Calabrò ma che, più propriamente, dovrebbe essere chiamato “Bagnasco-Calabrò”, prevede che:

- qualunque cosa noi si lasci scritta, comunque a decidere sulle cure da imporci sarà il medico

- alimentazione ed idratazione artificiali forzate non potranno costituire oggetto di DAT perché, contro ogni evidenza scientifica, si sono inventati che non sono trattamenti medici ma sostegni vitali finalizzati a lenire le nostre sofferenze e il medico è tenuto ad imporcele.

Come se già questi articoli non fossero sufficienti a rendere nulle ed insignificanti le nostre VOLONTA’ di fine vita hanno aggiunto il comma 5 dell’art.3 incui si legge che:

- il nostro Testamento Biologico potrà acquistare rilevanza clinica, cioè potrà essere preso in considerazione, solo dopo che sia stata accertata di fatto la nostra morte cerebrale, cioè dopo la nostra morte!!

Questo capolavoro sta per giungere in Aula a Palazzo Madama e rischia di diventare Legge della nostra Repubblica. Ché dire?

C’è chi ha a cuore la Persona e la sua libertà e chi ha a cuore il controllo della Persona dal suo concepimento alla sua morte naturale o artificiale che sia. Sono questi in realtà i due schieramenti che si fronteggiano oggi in Parlamento votando contro o a favore di questo crudele e liberticida progetto di legge, contro il quale si sono espressi medici, giuristi, le società scientifiche in campo medico, ed  il 77% dell’opinione pubblica, da sempre favorevole al diritto di decidere liberamente sulla fine della vita.

Chiudo cercando brevemente di spiegare perché ho detto che questo Ddl dovrebbe più propriamente chiamarsi “Bagnasco-Calabrò”.

La Chiesa cattolica, attraverso le sue alte gerarchie, si è sempre detta contraria ad una Legge sul Testamento Biologico. Posizione che veniva mirabilmente riassunta in queste parole:

“Bisogna disinnescare le pericolose derive dell’autonomia del paziente che porta alla sfiducia verso il medico e alla sua deresponsabilizzazione”.

Solo dopo le sentenze sui casi Welby ed Englaro della fine del 2007 e del 2008 giunge l’apertura della CEI ad una Legge sul Testamento Biologico, di fatto  con il preciso scopo di impedire l’esercizio di questo nostro diritto costituzionale che le Sentenze della Magistratura avevano confermato ed acclarato.  

Dalla CEI e dal Segretario di Stato Cardinal Bertone furono indicati i paletti che la legge doveva rispettare:

-non parlare di direttive ma di semplici dichiarazioni

- medico ultimo decisore

- NIA non rinunciabili

Programma mirabilmente sintetizzato in questa frase: “ non può esserci spazio per l’autodeterminazione dell’individuo poiché questa va contro le radici cristiane della nostra cultura” Di quali radici cristiane intendano parlare io, davvero non saprei dire!!

Quello che è certo è che questo programma è pienamente rispettato dal Ddl che il Parlamento si appresta ad approvare.

Grazie davvero e buon Congresso.

§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§

§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§

Home Page

SOSPESI TRA TERRA E CIELO

12 ottobre 2011
4 novembre 2011 ore 21,00

TEATRO DELLA QUATTORDICESIMA
Via dell’Oglio, 18 – Milano

L’ASSOCIAZIONE CULTURALE IMMAGINARTE
Presenta, con il Patrocinio del Comune di Milano
lo spettacolo teatrale
“SOSPESI TRA TERRA E CIELO”
con ospiti d’eccezione
MINA WELBY e BEPPINO ENGLARO
INGRESSO LIBERO

L’iniziativa è stata supportata dal Comune di Milano e da diverse associazione laiche, fra cui LiberaUscita, che sarà presente all’evento con la vice-presidente nazionale, Meri Negrelli, ed altri soci.

Il 4 Novembre 2011 alle ore 21,00 presso il Teatro della Quattordicesima in via Oglio 18, con il Patrocinio del Comune di Milano, debutterà “Sospesi tra terra e cielo” uno degli spettacoli sui diritti civili realizzati dalla Associazione Culturale immaginARTE, con ospiti di eccezione:  Mina Welby e Beppino Englaro
preziosi testimoni disposti a confrontarsi e a raccontare un percorso di lotte che rappresentano un vero e proprio inno alla vita e alla libera scelta.
 Attraverso lo spettacolo teatrale “Sospesi Tra Terra e Cielo”, supportato anche da videoimmagini, dalle musiche del pianista Domenico Nicitra e dal sax di Marcello Cinà, l’attrice Stefania Mulè, che ne è anche regista,  propone un viaggio introspettivo delle vicissitudini  forti e commoventi di Beppino Englaro e di Piergiorgio Welby, storie di vita così dense da offrirci la possibilità di confronto, condivisione e approfondimento sul tema del testamento biologico.  Due vicende clinicamente differenti ma unite da un obbiettivo comune portato avanti da Beppino Englaro e Mina Welby:
la lotta per il Diritto di decidere sulla propria vita in uno stato laico.
Al progetto “Sospesi tra Terra e Cielo” si è unito gran parte dell’associazionismo che opera in campo nazionale per i diritti civili dando, in tal modo, una risposta di grande coesione sul tema della libertà di scelta.
SCRITTO, DIRETTO e INTERPRETATO DA
STEFANIA MULE’
MUSICHE  STRUMENTALI DI
DOMENICO NICITRA
(Pianista – Autore)
SAX SOPRANO
MARCELLO CINA’
COORDINANO
STEFANIA MULE’
(Presidente A.C. immaginARTE)
IVA BOLDRINI
(Public Relations A.C. immaginARTE)
§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§
§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§